Moody’s e Fitch promuovono l’Italia con riserva

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Il nostro Paese potrebbe tornare ai livelli di pil pre-crisi forse già nel 2013, scrive la prima. E Monti ha fatto molto per la credibilità dell’Italia, ricorda la seconda…

Daniel Settembre di Daniel Settembre21 agosto 2012 | 13:24

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL – I mercati riprenderanno il trend al rialzo? Se sì, quando? Nessuno ha la sfera di cristallo, ma intanto è unanime il giudizio positivo (seppure cauto) sull’Italia che arriva sia da parte di Moody’s che da parte di Fitch, le due agenzie del rating, che tanto spesso hanno inflitto pesanti downgrade. L’Italia, scrive Moody’s in un report dedicato agli squilibri esterni della zona euro, potrebbe tornare ai livelli pre-crisi forse già nel 2013. “La contrazione nei due paesi iberici e dell’Italia è relativamente poco profonda (almeno per ora)”.

LE INCERTEZZE RESTANO – Ovviamente il quadro dipinge il miglior scenario futuro possibile. “Nonostante i progressi che l’Italia ha compiuto, rimane una significativa necessità di aggiustamenti macro e strutturali, quindi lo scenario di base di Moody’s continua a delineare una contrazione del Pil nel 2013”. E d’altra parte, come sottolinea il portavoce dell’agenzia, l’analisi non ha alcuna implicazione sul rating sovrano italiano.

IL RISCHIO POLITICO – Positivo anche il commento dell’altra sorella del rating, Fitch. “Dal punto di vista degli investitori l’Italia deve affrontare un rischio politico prima che finanziario”, spiega il direttore dei rating sovrani dell’agenzia, David Riley, “soprattutto pensando alle prospettive del 2013 quando finirà il mandato del governo Monti, “che ha fatto molto per la credibilità dell’Italia, con le misure già attuate”.

BASTA AUSTERITY – Per Riley comunque, il nostro Paese “non ha bisogno di nuove misure di austerità”, ma servono riforme. E il nostro destino è legato a doppio filo con la situazione in Spagna e se non si registreranno “altri progressi entro la fine dell’anno”, all’orizzonte ci potrebbero essere altri tagli di rating.


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