Isee, la ricchezza delle famiglie si calcolerà così

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di Maria Paulucci 27 Agosto 2012 | 11:37
Aumenta il reddito considerato, ma ci saranno detrazioni che comunque non potranno superare un massimo stabilito

L’ISEE CAMBIA – Al via la modifica del modello Isee, l’indicatore che misura la ricchezza delle famiglie italiane. Uno strumento essenziale, che serve per richiedere l’erogazione di servizi da parte della pubblica amministrazione in caso di reddito al di sotto di una determinata soglia. Utile, tra l’altro, per prestazioni sanitarie, borse di studio, mensa scolastica, bonus sulle bollette di luce e gas e tasse universitarie. La modifica, prevista nel decreto salva Italia del governo Monti, passa ora al vaglio del Parlamento.

IL NUOVO CALCOLO – Vediamo cosa cambia. Innanzitutto, al vecchio calcolo, che considerava soltanto la somma tra i redditi della famiglia e il 20% del patrimonio divisa secondo alcuni coefficienti come il numero dei figli e le eventuali disabilità, si aggiungono nuovi criteri. Il modello terrà conto anche dei redditi esenti Irpef: nel mucchio finiscono quindi la cedolare sugli affitti, i premi di produttività e le indennità di accompagnamento.

CASA E INVESTIMENTI – La prima casa, rivalutata ai fini Imu, peserà sul totale per il 60% in più. L’Isee considererà il 75% del valore finale, al quale andrà sottratto un eventuale mutuo non ancora estinto. Per quanto riguarda gli investimenti finanziari, finora parametrati al rendimento dei titoli di Stato decennali, ci sarà una franchigia che proteggerà i cittadini dai picchi del differenziale sul Bund tedesco.

DISOCCUPATI E DISABILI
– L’aumento del reddito calcolato sarà mitigato da alcune detrazioni, soggette comunque a tetti massimi. Il nuovo modello Isee potrà essere aggiornato rispetto ai redditi certificati (che risalgono a due anni prima) se il richiedente intanto ha perso il lavoro. L’Inps, i Caf e appositi sportelli comunali rilasceranno il documento relativo al periodo di cassa integrazione o disoccupazione. La maggiore novità rispetto ai disabili, infine, riguarda la distinzione tra diversi gradi di non autosufficienza: nei casi più gravi, grossa parte delle spese potrà essere dedotta.

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