Risparmio gestito, l’Ue fa il punto su Iva e servizi d’investimento

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Avatar di Redazione 10 Ottobre 2012 | 12:35
La Corte di giustizia europea ha stabilito che le commissioni delle gestioni individuali di portafoglio soggiacciano all’Iva…

IVA E COMMISSIONI DELLE GESTIONI INDIVIDUALI DI PORTAFOGLIO – La Corte di giustizia europea, in base a vecchie direttive ancora in vigore, ha stabilito che le commissioni delle gestioni individuali di portafoglio soggiacciano all’Iva. I governi europei dovranno adeguarsi alla decisione. Tre considerazioni balzano alla mente. Per il passato, non può ipotizzarsi l’applicazione di un tributo non previsto nelle leggi nazionali vigenti pro tempore, salvo colpi di fantasia di esattori troppo solerti. Per il futuro, in caso di intervento legislativo ex novo, è razionale applicare il tributo anche alle gestioni collettive, viste le similitudini tra le due fattispecie. Per lo stesso principio, sarà difficile escludere dall’imposizione la consulenza su strumenti finanziari.

TRE SERVIZI MOLTO SIMILI – Si tratta di tre servizi di investimento (la gestione collettiva non lo è formalmente, ma con l’applicazione italiana della Mifid lo è diventata) molto simili, per non dire uguali fino alla scelta dello strumento finanziario su cui investire o disinvestire: in un caso la decisione spetta al cliente, negli altri al gestore. Tra le due forme di gestione, la differenza è il tipo di portafoglio sul quale si va ad agire. Se proprio bisogna assoggettarsi alla decisione della Corte, è bene valutare di sottoporre a imposizione i servizi di investimento tout court o, meglio, le commissioni che essi generano.
 
LE CONSEGUENZE SULLE TASCHE DEI CLIENTI POTREBBERO NON ESSERE DISASTROSE– Il pagamento dell’Iva da parte dei clienti sarebbe compensato dalle detrazioni dell’Iva passiva che gli intermediari pagano sui servizi dei quali si avvalgano. Poiché buona parte del mercato opera in outsourcing, l’impatto finale dell’Iva potrebbe non essere totalmente a carico dei clienti per una riduzione dei costi sostenuti dagli intermediari. Oggi l’Iva è per loro un costo. Potrebbe diventare una sorta di succedaneo della Tobin tax e, forse, le banche scorporerebbero i servizi di investimento da quelli bancari, attuando una delle riforme prospettate dopo la crisi Lehman Brothers.

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