Quando giocando con le valute si vince sui mercati

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di Daniel Settembre 30 Novembre 2012 | 09:29
La gara di trading organizzata dall’associazione Bocconi Students Investment Club ha visto gli studenti fronteggiarsi con la piattaforma di Saxo Bank.

Si chiama Nicola Marzo viene da un piccolo paese nella provincia di Lecce, ha 23 anni, è appassionato di finanza – materia che attualmente studia all’ultimo anno del master, con specilizzazione in finanza quantitativa all’Università Bocconi di Milano – e ha vinto la gara di trading organizzata dall’Associazione Bsic (Bocconi Students Investment Club). Una competizione durata quattro mesi, nel corso dei quali gli studenti del prestigioso ateneo si sono dati battaglia sui mercati finanziari con la piattaforma SaxoTrader 2.5 offerta da Saxo Bank. Il vincitore si è aggiudicato un’esperienza all’interno degli uffici della banca danese. Cosa farà in futuro? Lo abbiamo chiesto direttamente a lui.

Anche in Italia il trading sta prendendo sempre più piede, nonostante sia un settore della finanza abbastanza complesso. Come è nata la tua “passione” per il trading online?
La passione per il trading è, per molti, simile alla passione per le scommesse sportive. Visto da lontano sembra un po’ il Paese dei balocchi, in cui è sufficiente elaborare un mix di scenari più o meno sofisticati per fare soldi a palate comodamente da casa. In realtà la mia passione per il trading non nasce solo dal voler raggiungere di facili guadagni, ma dal desiderio di misurare me stesso, di provare a carpire i meccanismi segreti che guidano il mercato per trarne un profitto, dimostrando con numeri alla mano il proprio valore.

Cosa hai imparato da questa competizione?
La gara è andata molto bene, sono riuscito a conquistare il primo posto realizzando il miglior profitto e la mia strategia è stata poi premiata come la migliore tra quelle dei primi classificati. Mettere in pratica una strategia non è mai un lavoro semplice e si scoprono ogni volta mille nuovi dettagli sul funzionamento dei mercati finanziari di cui prima non s’immaginava neppure l’esistenza.

Che tipo di strategia hai usato?
Ho venduto a pronti dollari australiani contro dollari americani e li ho poi ricomprati a termine. L’idea di base è molto semplice: è come prendere a prestito a brevissimo termine a un tasso più basso e reinvestire a più lungo termine a un tasso più alto. Finché i tassi a breve restano più bassi di quelli a lungo, si possono realizzare profitti piuttosto elevati. Ovviamente nel caso di un brusco aumento dei tassi le perdite diventano ingenti. È un po’ quello che fanno tutte le banche ma con una buona dose di aggressività e incoscienza in più.

Operi sui mercati per conto tuo?
Al momento non opero sui mercati ma continuo a studiare, nel mio piccolo, sistemi e strategie di trading alla ricerca di possibili incoerenze interne al mercato che possano essere sfruttate per guadagnarci su. Tuttavia sono un attento osservatore del mercato e spesso opero con conti demo per testare le mie idee e capire come funzionerebbero nella realtà.

Il lavoro scarseggia in Italia: saresti disposto a trasferirti all’estero per lavorare?
Sì, decisamente in Italia non è il momento migliore per sognare un futuro nella finanza. Ma nel resto dell’Europa la situazione non è molto migliore, viviamo un periodo di licenziamenti su larga scala e, per quanto se ne sappia oggi, moltissime banche d’affari intendono ridurre ulteriormente i propri organici in futuro. Se si vuole sopravvivere in un contesto del genere si deve giocoforza guardare lontano. I posti scarseggiano e la competizione non è mai stata così accesa: ampliare i propri orizzonti è spesso l’unico modo per aumentare le proprie chances di successo.

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