Mps, cartolarizzazione Npl pare in stallo

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 16 Giugno 2017 | 17:59

NPL, IL PROBLEMA RESTA IL PREZZO – Il problema attorno a cui ruota da più di due anni la crisi bancaria italiana resta intatto: secondo indiscrezioni tornate a circolare in giornata, infatti, il salvataggio di Mps sarebbe nuovamente in stallo a causa del mancato accordo su prezzi e condizioni per arrivare alla necessaria cessione di Npl da circa 26-27 miliardi di euro lordi.

MPS, OPERATORI ESTERI PRONTI A PASSO INDIETRO – In particolare si parla di un’uscita di scena degli operatori esteri di private equity Fortress (cui fa capo Italfondiario) ed Elliott (azionista di Credito Fondiario), mentre il fondo Atlante 2 starebbe ancora valutando se proseguire da solo o ritirarsi a sua volta. Non siamo ancora ad una rottura che avrebbe del clamoroso, perché Fortress ed Elliott avrebbero fatto delle controproposte che a questo punto dovranno essere prese in considerazione dal top management di Mps.

BANCO BPM PAGA LO SCOTTO MAGGIORE – Il fatto stesso, però, che Credito Fondiario e Italfondiario abbiano, come pare, interrotto la due diligence in corso sugli Npl dell’istituto senese è stato sufficiente a invertire nel corso della giornata l’andamento dei titoli bancari italiani che dopo un’apertura positiva a Piazza Affari sono tornati a scendere, con  Unicredit (-0,51% a fine seduta) e Intesa Sanpaolo (-0,39%) che hanno limitato i danni pur essendo coinvolti nel tentativo di sbloccare l’empasse su Bpvi e Veneto Banca. Calo moderato anche per Ubi Banca (-0,39%), mentre decisamente più pesante è stata la giornata di Banco Bpm (-2,39%).

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