Cipro, banche chiuse fino a giovedì: come vivere senza contanti

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di Redazione 26 Marzo 2013 | 15:18
La scelta è dettata dal persistere dei timori che si possa innescare una corsa agli sportelli per il ritiro dei risparmi dalle banche.

LA SITUAZIONE A CIPRO – Prevale l’ottimismo ai vertici europei. Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, si è detto infatti “convinto” che il nuovo accordo per il salvataggio di Cipro sia migliore, e di molto, di quello precedente. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel l’intesa raggiunta è una soluzione “sostenibile”. E anche Christine Lagarde, direttore del Fmi, ha detto che la soluzione “presenta un piano globale e credibile per affrontare le attuali sfide economiche”. Eppure i rischi  non sembrano aver abbandonato il Paese, anzi. Le banche cipriote resteranno chiuse fino a giovedì 28 marzo. La paura è che si possa verificare una corsa agli sportelli per ritirare i propri risparmi dagli istituti. E intanto il presidente di Bank of Cyprus, Andreas Artemis, come riferisce la televisione cipriota, ha rassegnato le dimissioni in relazione ai termini del salvataggio della maggiore banca dell’isola.

SENZA CONTANTI – I danni alla vita di tutti i giorni per le persone sono considerevoli. I bancomat continuano a funzionare, ma la Banca di Cipro e la Banca Laiki hanno limitato il ritiro quotidiano a 100 euro. E dall’altra parte, ad aggravare la situazione, molti negozi hanno smesso di accettare carte di credito o di debito e accettano solo pagamenti in contanti. Ma non tutti possiedono carte e bancomat, soprattutto gli anziani. Come racconta il Wall Street Journal, una signora, pagando con un assegno il negoziante, aveva proposto invano che le fosse restituito il resto in contanti. Problemi anche per gli stessi negozianti, costretti ad affrontare l’impossibilità di fare e ordini e pagare i loro fornitori, sia ciprioti – più tolleranti con i ritardi di pagamenti – sia esteri, creditori a volte molto più intransigenti.

PAGANO I CORRENTISTI – L’intesa, come spiega il sito de Il Sole 24 Ore, poggia su due pilastri: prestiti internazionali per 10 miliardi e la ristrutturazione di due istituti di credito. La Laiki Bank sarà trasformata in una bad bank, trasferendo i depositi fino a 100mila euro alla Bank of Cyprus, per poi scomparire. Gli obbligazionisti privilegiati e gli azionisti si assumeranno le perdite dell’azienda di credito così trasformata, insieme ai depositanti con conti superiori ai 100mila euro che contribuiranno con 4,2 miliardi di euro.

SOPRA I 100MILA EURO
Bank of Cyprus, arricchita di alcuni asset, continua il quotidiano di Confindustria, abbatterà le perdite – operazione che coinvolgerà almeno in parte anche gli obbligazionisti – e sarà poi ricapitalizzata utilizzando i depositi superiori al 100mila euro, che saranno trasformati, con uno swap, in azioni, in modo da riportare a regime il capitale al 9% degli attivi, secondo le regole di Basilea. Secondo quanto comunicato dal ministro delle Finanze cipriota, Michael Sarris, le perdite per i correntisti dovrebbero aggirarsi intorno al 40%. La ricapitalizzazione delle banche più piccole spetterà poi al governo, che utilizzerà le risorse dei prestiti internazionali.

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