Libri, se la finanza può contribuire a una società più giusta

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di Biagio Campo 16 Aprile 2013 | 07:50
Le proposte di Shiller per rendere democratica la finanza e superare i difetti strutturali delle istituzioni finanziarie alla base della crisi. L’emissione di azioni, piuttosto che debito, da parte delle nazioni, è una delle numerose innovazioni spiegate dal professore di Yale.

FINANZA E SOCIETA’ GIUSTA – “La finanza non deve essere considerata intrinsecamente o esclusivamente elitaria, o un motore di ingiustizia economica. Nonostante i suoi difetti e i suoi eccessi, è una forza che può potenzialmente contribuire alla creazione di una società migliore, più prospera e più equa. Nei fatti, la finanza è stata fondamentale per la crescita delle ricche economie di mercato nell’età moderna e certamente tale crescita non sarebbe stata immaginabile senza di essa”, questo è quanto scrive Robert J. Shiller nella prefazione di “Finanza e società giusta”, edito da Il Mulino, libro nel quale il professore di Yale analizza operatori ed istituzioni finanziarie, fornendo le sue proposte di innovazione finanziaria per esemplificare come individui creativi e con buone intenzioni possano migliorare ulteriormente la nostra società e rendere democratica la sua finanza.

UN’ISTITUZIONE SOCIALE ESSENZIALE –La finanza rimane un’istituzione sociale essenziale, necessaria per gestire i rischi che permettono alla società di trasformare impulsi creativi in prodotti e servizi vitali, dal miglioramento dei protocolli chirurgici alle tecnologie di produzione avanzate, da iniziative basate su sofisticate ricerche scientifiche a sistemi di welfare interamente pubblici. Le connessioni tra le istituzioni finanziarie e gli individui sono fondamentali per la società”. Sembra un paradosso che lo stesso sistema finanziario che ha reso possibili alcune delle nostre maggiori conquiste possa anche implodere e dare luogo a un tale disastro. “Eppure, per la società, il modo migliore di procedere non è ingabbiare l’innovazione finanziaria, ma piuttosto lasciarla libera di svilupparsi. Un approccio di questo tipo può ridurre l’impatto di disastri analoghi e, allo stesso tempo, democratizzare la finanza”.

                                                               La copertina del libro di Robert J. Shiller

DIFETTI STRUTTURALI DELLE ISTITUZIONI FINANZIARIE – Nel libro Shiller sostiene che la crisi finanziaria non è stata dovuta semplicemente all’avidità o al comportamento immorale degli attori del mondo della finanza; in definitiva è dovuta ai difetti strutturali fondamentali delle nostre istituzioni finanziarie. “E tuttavia non si sta veramente tentando di rimediare a questi difetti, come il fallimento nella gestione del rischio delle attività immobiliari o il fallimento nel regolare la leva finanziaria; la risposta alla crisi non è stata innovare con fiducia per affrontare le aree in cui le nostre istituzioni hanno fallito”. Invece, il principale obiettivo è stato evitare i salvataggi e ridurre il debito nazionale tagliando la spesa pubblica. “Le iniziative adottate dai politici in risposta all’irritazione dell’opinione pubblica sono state influenzate dalla percezione pubblica del problema, non dal contributo di una visione politica”.

I DIBATTITI NEGLI USA – Negli Stati Uniti “Finance and the Good Society” è stato oggetto di numerosi dibattiti nel mondo accademico e politico, diventando la base dalla quale partire per riflettere sul delicato tema relativo alle riforme nel settore finanziario. La storia dello sviluppo economico è caratterizzata da aggiustamenti tecnici introdotti nel nostro sistema finanziario, da innovazioni ispirate dalla teoria finanziaria, ma anche fondate su una valutazione realistica della natura umana.


LE PROPOSTE DELL’AUTORE – Tra le numerose proposte effettuate dall’autore, tutte all’insegna della centralità del mercato e della conseguente condivisione dei rischi tra i diversi agenti economici, vi sono l’emissione di quote del Pil di una nazione
o di altri parametri simili che ne misurano i risultati economici, piuttosto che debito; “sarebbe come emettere delle azioni dell’economia nazionale, così facendo, si potrebbero rendere più flessibili i debiti e collegare in modo più stretto la loro restituzione ai risultati economici ottenuti”; polizze assicurative contro la diminuzione dei prezzi delle case o del patrimonio immobiliare, che tutelano i proprietari dalla riduzione del valore delle proprie abitazioni; oppure potrebbero esservi forme di mutuo che includono la gestione del rischio”; un ente sovranazione per annullare i debiti contratti dai regimi dittatoriali, in maniera da isolare tali nazioni in misura maggiore rispetto a quanto attualmente ottenuto tramite un sistema di sanzioni.

ASPETTI PSICOLOGICI E COMPORTAMENTALI – Grande attenzione viene data agli aspetti psicologici e comportamentali degli operatori ed alla beneficienza. Per aumentare il livello di donazioni Shiller propone l’istituzione delle participation non profit. “Si tratterebbe di un’organizzazione non profit, che acquisirebbe denaro emettendo azioni, ma, ai fini fiscali, l’acquisto di tali azioni sarebbe un contributo in beneficenza. La vendita delle azioni non avrebbe alcuna conseguenza fiscale purché le entrate che ne derivano siano donate ad altre cause caritatevoli, come l’acquisto di azioni in altre participation non profit”. Il libro, ricco di dati, aneddoti storici e interazioni con altre discipline, rappresenta una lettura fondamentale per una migliore comprensione, del sistema economico e dei mercati finanziari.

 

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