Dieci scelte d’investimento per mettere al sicuro i risparmi prima dell’estate

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di Redazione 10 Giugno 2013 | 13:58
L’inserto settimanale del Corriere dedicato all’economia ha risposto a dieci domande con l’obiettivo di dare qualche consiglio sui risparmi prima dell’estate.

INVESTIRE IN AZIONI – Con il rally delle Borse mondiali e una ritrovata stabilità sui mercato obbligazionari, chi ha investito nell’azionario da inizio anno ha avuto dei ritorni più che profittevoli. Più anemici invece i risultati delle obbligazioni, anche se i Btp hanno comunque offerto il 2,65%, ovvero mezzo punto più di Piazza Affari. E nei prossimi mesi? L’inserto settimanale del Corriere della Sera dedicato all’economia ha risposto a dieci domande con l’obiettivo di dare qualche consiglio sui risparmi prima dell’estate.

Le Borse salgono, mentre l’economa europea è ferma. Questo trend può continuare?
A favore dell’azionario, spiega al Corriere Economia Lorenzo Alfieri, country manager di Jp Morgan Asset Management, giocano tra gli altri fattori come “il buono stato di salute dei bilanci aziendali, la crescita dei profitti delle grandi corporation”. E anche nei prossimi mesi, concordano gli analisti, conviene puntare sull’azionario.

Quali titoli e quali settori preferire in uno scenario di crescita nulla o bassa?
In genere i settori andati meglio sono quelli “difensivi”. Alfieri punta per la seconda parte dell’anno sui settori fin qui meno valorizzati, come le banche, le auto, gli assicurativi, gli industriali, la tecnologia, i consumi discrezionali. Da preferire le società ad alto dividendo.

Le Borse emergenti hanno deluso. C’è la possibilità che ricomincino a crescere?
I mercati emergenti hanno rallentato, ma sul lunghissimo periodo continuano a essere stelle di indiscusso successo. “Puntiamo su società che appartengono ai settori di consumo e che offrono buoni dividendi agli azionisti”, ha spiegato Monica Defend di Pioneer Investments.

Lo spread tra Btp e Bund può scendere ancora facendo salire i prezzi dei titoli di Stato?
Gli spread tra i vari Paesi della zona euro si stanno restringendo e un report di Goldman Sachs prevede un calo del differenziale italiano a dieci anni a 180 punti basi su un orizzonte di 12 mesi. La scadenza a 5 anni invece ha subito di meno la riduzione dei rendimenti e si mantiene ancora a circa 250 pb.

Su quali scadenze di Btp conviene investire in uno scenario di tassi bassi?
I risparmiatori dovrebbe puntare su emissioni a breve scadenza, ad esempio i Btp biennali, con termine al 2015, o al massimo quinquennali, rimborsabili al 2018.

Quali alternative ai titoli di Stato? I corporate bond possono essere una valida scelta?
Quest’anno i rendimenti hanno raggiunto spesso livelli inferiori a quello dei Btp di pari scadenza. Marcello Ferrara di Consultique sim è convinto comunque che “le obbligazioni societarie siano ancora una buona scelta viste le perduranti incertezze politiche che potrebbero minacciare i titoli governativi”.

I numerosi salvadanai web sono ancora un buon posto per far fruttare la liquidità?

I salvadanai web restano una soluzione competitiva per il parcheggio della liquidità sotanzialmente per tre motivi: rendimenti più alti della media di mercato, economicità e flessibilità.

Conviene investire sull’oro il cui prezzo è sceso così vistosamente?
“Nonostante questi cali continuiamo ad avere una valutazione positiva sulle prospettive dell’oro e la componente del metallo all’interno dei nostri portafogli è tuttora sovrappesata”, ha spiegato Monca Defend, strategist di Pioneer Investments.

C’è da fidarsi dell’inflazione ora a livelli bassissimi?

“L’inflazione per i prossimi due o tre anni non sarà un pericolo, ma cautelarsi sul lungo periodo con la scelta di obbligazioni con rendimento agganciato all’aumento del costo della vita è una scela pagante”, ha commentato Daniele Guidi, responsabile delle gestioni obbligazionarie di Bnp Paribas IP.

Dollari, sterline, corone: dove deve guardare adesso la diversificazione valutaria?
Negli ultimi 12 mesi l’unico investimento degno di nota è stato quello sulle coroni svedesi, che si sono apprezzate contro l’euro del 4,4%. “Le valute con il miglior potenziale rimangono quelle del Nord Europa, le corone svedesi e norvegesi”, ha sottolineato Marcello Ferrara, analista del reddito fisso di Consultique sim.

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