TASSI FERMI FINO ALMENO AL 2018 – Per quanto riguarda i tassi, se fino a pochi mesi fa gli esperti si attendevano in ritorno a zero del tasso sui depositi (attualmente pari a -0,40%), tasso che viene utilizzato per influenzare il cambio dell’euro, il rafforzamento visto in questi primi sei mesi dell’anno contro dollaro (7%) per quanto non traumatico sembra sufficiente a far rinviare a fine 2018 ogni ritocco di tale tasso (e tanto più del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale, che dunque resterà pari a zero almeno fino agli inizi del 2019, ndr).
QE RALLENTERAR’ NEL CORSO DEL PROSSIMO ANNO – Le operazioni di rifinanziamento agevolato a lungo termine (Tltro) sono terminate con l’ultima operazione del marzo scorso: con oltre 250 miliardi di finanziamenti ricevuti le banche italiane detengono quasi un terzo di tali fondi, le banche spagnole detengono 173 miliardi di fondi Tltro, quelle francesi 115 miliardi, quelle tedesche 95 miliardi. Quanto al quantitative easing, gli uomini di Standard & Poor’s si attendono l’annuncio di una riduzione degli acquisti mensili entro i 40 miliardi di euro a settembre, destinata a entrare in vigore dal prossimo gennaio, per poi ridurre ulteriormente a 20 miliardi gli acquisti mensili nella seconda metà del prossimo anno e terminarli col 2019.