Banche: ora tocca al dossier Stefanel

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di Luca Spoldi 29 Giugno 2017 | 15:55

BANCHE, NUOVE PULIZIE DI BILANCIO IN ARRIVO – Quasi portata a termine la fase di ricapitalizzazione con l’operazione di Unicredit e Ubi Banca (intervenuta per rilevare Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti), in via di liquidazione, previa costituzione di una bad bank, Bpvi e Veneto Banca, in prossimità di una decisione per la ricapitalizzazione di Banca Carige e con una parte consistente di cessioni di Npl effettuate (Unicredit) o in via di realizzazione (Mps, Banca Carige e le ex popolari venete), per gli istituti italiani sembra arrivata l’ora di fare un’ulteriore pulizia in bilancio, in particolare concentrandosi sulle partecipazioni non strategiche e sui prestiti più “delicati”.

I CASI PRELIOS E STEFANEL SOTTO I RIFLETTORI DI BORSA – Se nel caso di Bpvi e Veneto Banca questo potrebbe richiedere tempi più lunghi del previsto essendo sia Banca Intermobiliare sia le quote in Arca Sgr finite tra le attività da trasferire alla “bad bank” insieme a 18 miliardi lordi (10 miliardi netti) di Npl, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps sembrano desiderose di chiudere quanto prima alcuni dossier come Prelios (che vede i due maggiori istituti italiani soci rispettivamente al 10,71% e al 10,22%) e Stefanel, dove anche Mps e Unicredit hanno oggi sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito e rafforzamento patrimoniale già siglato ieri, tra l’altro, da Banco Bpm, Bnl, Intesa Sanpaolo e Credito Fondiario, quest’ultima controllata dai fondi Elliott e di recente ritiratasi dall’operazione di cartolarizzazione degli Npl di Mps).

BPVI E VENETO BANCA DECIDERANNO A LUGLIO SU STEFANEL – Nel caso di Prelios la precisazione giunta su richiesta della Consob che le trattative sono ancora in corso e non è stato raggiunto alcuna intesa ha portato a prese di profitto sul titolo che al momento cede il 5,42% tornando a 11,35 centesimi per azione dopo il +14,85% di ieri, mentre Stefanel fa il “botto” e per il momento è sospesa al rialzo con un teorico guadagno del 21,83% a 23,9 centesimi per azione. Da notare che anche la vicenda Stefanel coinvolge Bpvi e Veneto Banca, che figurano tra i finanziatori della società e che “a causa delle vicende che stanno interessando tali istituti hanno richiesto ed ottenuto un termine ulteriore sino al 21 luglio 2017 per aderire all’accordo” come precisa una nota di Stefanel stessa.

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