Brexit: dopo essere stata spavalda Theresa May deve usare toni più concilianti con la Ue

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di Luca Spoldi 3 Luglio 2017 | 09:22

MAY CAMBIA TONO SULLA BREXIT – Tanto tuonò che non piovve? Dopo la sconfitta elettorale, il governo May ha sensibilmente mutato il tono dei suoi discorsi relativi alla Brexit e anche oggi il Cancelliere dello Scacchiere (ossia il ministro delle finanze), Philip Hammond, sfrutterà l’occasione di un discorso preparato per un incontro con la Confindustria britannica per mandare a Bruxelles ulteriori messaggi distensivi.

HAMMOND OFFRE RAMOSCELLO D’ULIVO – Theresa May non può del resto fare molto altro: avendo perso la maggioranza in parlamento e dovendo provare a fare un governo con gli unionisti dell’Irlanda del Nord, sottoposta a crescenti pressioni per far cadere il tema della Brexit “pura e dura” e delle misure di austerity che essa comporterebbe per assicurare il controllo dei conti pubblici, il premier deve fare crescenti concessioni sia sul piano interno sia nei confronti di Bruxeles.

JOHNSON E DAVIS PERDONO COLPI – Hammond al momento è l’esponente di punta della fazione di ministri più favorevoli ad una Brexit “amichevole” e soft, che consenta alle imprese britanniche di non perdere l’accesso al mercato unico europeo. Il risultato elettorale ha rafforzato Hammond e indebolito chi come il segretario agli affari esteri ed ex sindaco di Londra, Boris Johnson, o il segretario alla Brexit, David Davis, dopo aver fatto una intensa campagna a favore della Brexit hanno assunto posizioni a favore di una Brexit “dura”.

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