Bad bank popolari venete: quanto valgono le partecipazioni da cedere?

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 5 Luglio 2017 | 17:27

UN TESORETTO TRA 700 E 1.200 MILIONI – Quanto possono valere le partecipazioni che la “bad bank” che nascerà dalla liquidazione di Bpvi e Veneto Banca si troverà a gestire e dismettere? Secondo gli analisti di Piazza Affari almeno 724 milioni di euro, ma potrebbero arrivare anche fino a 1.260 milioni. Il calcolo è presto fatto. Nel portafoglio che sarà conferito alla bad bank vi sono tre asset principali: Banca Intermobiliare (Bim), la quota di Arca Sgr, la partecipazione in Cattolica Assicurazioni, nelle joint venture Berica Vita, Cattolica Life ed ABC Assicura, in Farbanca e in Prestinuova. Quanto a Bim, di cui Veneto Banca deteneva il 71,4%, all’attuale prezzo di borsa (1,40 euro per azione), la capitalizzazione è pari a 218 milioni, pari ad un controvalore per la quota detenuta da Veneto Banca di oltre 156 milioni, peraltro a fronte di un valore di carico a fine 2016 nel bilancio di Veneto Banca di 276,4 milioni, svalutato per 111,3 milioni per un valore netto contabile di 165,1 milioni. Se però si applica il price/book value medio delle principali società di asset management quotate secondo le stime di Bloomberg (circa 3,8 volte), applicandolo al patrimonio netto di Bim si ottiene un valore di 881,6 milioni, ossia di 629,5 milioni per la partecipazione.

SU ARCA SGR SI RISCHIANO OFFERTE AL RIBASSO – Quanto al 40% complessivo di Arca Sgr, partendo dal patrimonio netto a 31 dicembre 2016 della società (217,9 milioni) applicando il multiplo medio price/book value si ottiene un valore attorno ad 828 milioni e dunque di circa 331 milioni per il 40% posseduto dalle banche venete. Peraltro già a fine 2015 Anima aveva presentato un’offerta non vincolante per il 100% di Arca Sgr tra 700 e 800 milioni, prezzi che Alessandro Vandelli, numero uno di Bper Banca, ha già dichiarato non essere più realistici. Il rischio è dunque che i potenziali acquirenti offrano importi inferiori. In compenso il 9% di Cattolica Assicurazioni finora in mano a Bpvi, i cui titoli in borsa oscillano appena sotto i 6,92 euro con una capitalizzazione superiore agli 1,2 miliardi, dovrebbe valere sui 109 milioni. Ma se si applica il price/book value medio delle principali compagnie assicurative italiane quotate (esclusa la stessa Cattolica Assicurazioni), pari circa a 0,9, al patrimonio netto di Cattolica (2.129 milioni al 31 marzo 2017), si avrebbe un valore di 1.916,1 milioni ovvero di circa 172,4 milioni per la quota ex Bpvi.

CI SONO ANCHE JOINT VENTURE, FARBANCA E PRESTINUOVA – Non sono infine da dimenticare le quote (tutte pari al 40%) in mano a Bpvi nelle tre joint venture di bancassurance con Cattolica Assicurazioni (Berica Vita, Cattolica Life ed ABC Assicura); a fronte di un patrimonio netto complessivo di poco meno di 123 milioni a fine 2016 le quote in questione varrebbero poco più di 49 milioni, anche se è da capire che succederà dopo che Cattolica Assicurazioni, rescisso unilateralmente l’accordo, si è avvalsa della facoltà di cedere a Bpvi le proprie quote del 60% per un controvalore di 186,1 milioni. E ancora: alle due ex popolari venete facevano capo anche il 70,8% di Farbanca e il 100% di Prestinuova, iscritte in bilancio a 43,9 e a 35 milioni. Pallottoliere alla mano sono in tutto, appunto, tra i 724 e i 1.260 milioni di euro.

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