Wall Street: le parole della Yellen (Fed) fanno recuperare terreno ai bond e alla borsa

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 12 Luglio 2017 | 17:04

LA YELLEN FA RIPARTIRE I T-BOND E WALL STREET – Scendono i rendimenti (sul 2,31% dal 2,35% di ieri sera) e risalgono le quotazioni dei T-bond a dieci anni, mentre Wall Street vede il Dow Jones guadagnare lo 0,7% salendo al nuovo record storico, imitato dal S&P500 e col Nasdaq a +0,8%. Il merito dell’ennesimo rimbalzo sui massimi di un mercato, quello di New York, che non sembra avere intenzione di interrompere la sua corsa va all’intervento odierno della presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, dal quale traspare una certa insistenza sull’inflazione, la cui traiettoria a lungo temine, nota la Yellen, non è del tutto chiara neppure per la banca centrale Usa.

ANCHE IL PETROLIO E’ IN RIPRESA – Nonostante i toni misurati, simili a quelli dei comunicati ufficiali diffusi al termine delle riunioni del Fomc, la Yellen, che pure non arriva a parlare di deflazione, fa qualche accenno alla possibilità che l’inflazione resti bassa ancora per qualche tempo. Tanto basta ai mercati obbligazionari per allontanare lo spettro di una imminente correzione e alla borsa per tornare a salire in vista di una ulteriore crescita degli utili aziendali in termini reali. Tra i beneficiari del nuovo scenario, che naturalmente dovrà essere testato nei prossimi giorni, anche il petrolio, col future sul Wti in rialzo del 2% a 46,10 dollari al barile.

NRG ENERGY SI METTE IN LUCE A WALL STREET – In questo caso aiutano anche i dati relativi all’andamento settimanale delle scorte petrolifere Usa, calate di 7,56 milioni di barili, contro attese di consenso per un calo attorno ai 2,45 milioni. Il livello cumulato scende inoltre sotto quota 500 milioni di barili per la prima volta da gennaio. A Wall Street tornano così a correre petroliferi come Chevron (+1%) ma anche NRG Energy (+15%), grande produttore indipendente di energia elettrica americano che ha annunciato la messa in vendita di attività, soprattutto nell’eolico e nel solare, per un massimo di 4 miliardi di dollari. Qualche segno positivo anche per i titoli high-tech come Twitter (+4%), ma non Snap che dopo il -10% di ieri resta appena sotto i valori della chiusura precedente.

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