Cordaro (Tages): con La Française avremo più forza e visibilità

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Avatar di Redazione 13 Febbraio 2014 | 12:11
Salvatore Cordaro, fondatore e chief investment officer di Tages Capital, ha spiegato in un’intervista a BLUERATING che…

FORZA E VISIBILITA’ – La partnership siglata con La Française nel settore degli investimenti alternativi multi-manager (qui la notizia), regalerà a Tages Capital più forza e visibilità. Ne è convinto Salvatore Cordaro (nella foto), fondatore e chief investment officer di Tages Capital, che in un’intervista a BLUERATING ha evidenziato come la decisione del colosso francese di affidare i propri investimenti alternativi a una boutique finanziaria come Tages sia un “importante segnale di fiducia”. Quello dei fondi hedge, ha spiegato Cordaro, è un business complesso, in cui la dimensione è importante: grazie a questa operazione – che porterà alla nascita di un gruppo con tre miliardi di dollari di asset tra gestione e consulenza – “Tages potrà continuare a crescere, investendo risorse in infrastrutture e persone senior”.

COSA SUCCEDERA’ ADESSO – Per effetto dell’accordo, “La Française diventerà un socio importante, ma di minoranza”, con il 40% del capitale, ha continuato Cordaro: “abbiamo scelto all’interno del loro team due persone che verranno a lavorare nella nostra sede di Londra, ma a livello di operatività day by day cambierà poco. Continueremo a gestire anche i loro fondi con la nostra strategia di investimento, e ci rafforzeremo inserendo una nuova risorsa senior, che abbiamo già selezionato e opererà come membro del team Operations Due Diligence”.

L’APPROCCIO DI TAGES – Ma perché La Française ha scelto Tages? “Quello che La Française ha apprezzato di noi”, ha concluso Cordaro, è stata la particolarità dell’approccio agli investimenti: “noi cerchiamo di offrire soluzioni partendo dalle esigenze riscontrate nei clienti o sui mercati costruendo portafogli ad hoc e questo spesso ci porta ad avere portafogli concentrati o fondi poco conosciuti. Inoltre guardiamo al rischio non basandoci soltanto sul track record e sullo storico del gestore, ma provando ad applicare una strategia di ‘forward looking’. Ci basiamo quindi più sull’esposizione dei gestori che sulla loro volatilità storica”.

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