Grecia: per Ue non c’è fretta per parlare di nuovi aiuti

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di Luca Spoldi 18 Febbraio 2014 | 11:53
Per il capo dell’eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, e per il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, non è necesserio parlare di nuovi aiuti ad Atene fino a dopo l’estate

UE NON HA FRETTA DI DARE ALTRI AIUTI AD ATENE – Se Antonis Samaras aveva sperato di poter ridiscutere la tempistica dei rimborsi dei prestiti ottenuti dalla Grecia (240 miliardi di euro in tutto sinora) od eventuali ulteriori aiuti da parte della “troika” Ue-Bce-Fmi prima delle elezioni europee di maggio, questa speranza sembra ormai sfumata. Secondo il presidente dell’Eurogruppo, il ministro delle Finanze olandesi Jeroen Dijsselbloem, occorrerà attendere altri sei mesi prima che l’argomento venga affrontato.

SE NE RIPARLERA’ NON PRIMA DI AGOSTO – Nel novembre del 2012 la Ue aveva accettato di discutere di “ulteriori misure e programmi di assistenza” per Atene nel caso in cui la Grecia fosse riuscita a centrare l’obiettivo di un surplus primario di bilancio. Entro aprile Eurostat dovrebbe essere in grado di certificare se tale traguardo è stato o meno centrato a fine 2013, ma per Dijsselbloem non c’è alcun motivo per accelerare e Atene potrà continuare a ricevere gli aiuti secondo i piani previsti almeno per altri sei mesi. A rafforzare la posizione di Dijsselbloem sono poi giunte le parole del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, secondo cui “è troppo presto” per valutare eventuali ulteriori misure ed è anzi necessario che la Ue proceda “passo dopo passo”.

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