Mifid, due passi in avanti e uno indietro

A
A
A
Avatar di Redazione 17 Marzo 2014 | 08:56
Le ultime sentenze di merito avevano “snellito” la burocrazia della MiFID stabilendo che il cliente non poteva invocare la nullità delle sole operazioni andate male, bensì…

LA BUROCRAZIA DELLA MIFID – La magistratura è sempre più presente nella vita dell’investitore. Purtroppo i suoi interventi non sono prevedibili e neppure  lineari. Le ultime sentenze di merito avevano “snellito” la burocrazia della MiFID stabilendo che il cliente non poteva invocare la nullità delle sole operazioni andate male, bensì di tutte, e si era aperto uno spiraglio sulla prova dell’esistenza del contratto, che non necessariamente richiedeva  l‘esibizione della firma di entrambe le parti. Alcuni tribunali (Prato, Reggio Emilia, etc) hanno contestato le precedenti decisioni, a volte di colleghi dello stesso ufficio, e hanno espresso sentenze di contrario avviso, prendendo la decisione più favorevole per il cliente.

LE SENTENZE DELLA MAGISTRATURA – Secondo una di queste, il cliente può scegliere quali operazioni invalidare in una sorta di punizione per la banca, la quale, essendo un intermediario specializzato, non può commettere una tanto grande distrazione quale quella di non avere il contratto scritto. Decisione questa dal contenuto più moraleggiante che giuridico. Altro punto critico è la prova della firma del contratto. Secondo una sentenza non basta produrre una dichiarazione, anche confessoria del cliente, che dichiari di avere firmato; occorre che le firme siano sul contratto o sua due copie dello stesso contratto. Neppure è sufficiente esibire la copia firmata dal cliente, se questi non esibisce quella firmata dalla banca (che ovviamente si guarda bene dal produrre in giudizio). Tutte le precedenti aperture spariscono e si torna a rigidi concetti di nullità relativa e di documentazione cartacea. A questo punto, vista la contradditorietà delle diverse decisioni e quindi una situazione di sostanziale ingiustizia, poiché il torto e la ragione si modificano in relazione all’ubicazione delle corti, è giusto invocare l’intervento della cassazione che stabilisca una volta per tutte i criteri che i giudici devono applicare nelle vicende connesse ai servizi d’investimento. Anche l’uniformità di giudizio dei tribunali fa parte della competitività del paese.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Directa: “il tuo trading è la nostra passione”. Ecco il nuovo sito

Tedeschi (Directa): “Ecco alcune delle novità in cantiere per i prossimi mesi”

Vincenzo Tedeschi nominato amministratore delegato di Directa Sim

NEWSLETTER
Iscriviti
X