Mps resta la banca più contendibile in Italia

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di Luca Spoldi 19 Marzo 2014 | 08:55
Fondazione Mps, su richiesta della Consob, ha confermato di aver effettuato, nella giornata di ieri, la vendita a mercato chiuso di 1,4 miliardi di azioni Mps.

MPS SULLE MONTAGNE RUSSE Riflettori puntati su Mps, che ha aperto la seduta in calo del 3% per poi recuperare terreno dopo che Fondazione Mps, su richiesta della Consob, ha confermato di aver effettuato, nella giornata di ieri, “la vendita a mercato chiuso” di 1,4 miliardi di azioni Mps, pari all’11,98%” e che considerando anche le vendite effettuate sul mercato telematico azionario sempre ieri e nelle giornate precedenti, “la quota detenuta dalla Fondazione Mps nella banca conferitaria è oggi pari al 15,07%”. Il ricavato delle vendite, ha fatto ancora sapere Palazzo Sansedoni, “è prioritariamente destinato alla totale estinzione del debito residuo nei confronti dei creditori finanziari”.

LA MANSI HA VENDUTO IL 12% – La percentuale collocata dalla Fondazione guidata da Antonella Mansi appare superiore all’8,5% che secondo alcune voci Morgan Stanley era stata incaricata di collocare a fine seduta, titoli che sarebbero stati sottoscritti ad un prezzo medio di poco inferiore ai 23,4 centesimi per azione per un controvalore complessivo di circa 234 milioni di euro. Se lo stesso valore fosse applicato a tutti i titoli venduti la Fondazione (che non ha precisato i dettagli finanziari dell’operazione) potrebbe aver ricavato attorno ai 330 milioni di euro, sufficienti a estinguere il debito residuo, di poco inferiore ai 300 milioni.

APPEAL SPECULATIVO INTATTO – Secondo gli analisti di Equita Sim è ora probabile che Fondazione Mps partecipi al prossimo aumento da 3 miliardi investendo la cassa e vendendo diritti sul mercato, diluendosi ulteriormente fino all’11% circa. Fatto che riduce da un lato la possibilità che emerga a breve un nuovo azionista strategico aumentando al contempo il frazionamento del capitale perché Palazzo Sansedoni non può sindacare la sua quota (post aumento) con un altro azionista rilevante (escluso Axa che ha il 2%). Mps appare dunque, sempre post aumento di capitale, a diventare la banca più contendibile sul mercato italiano, mantenendo intatto il suo appeal speculativo.

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