Accordo fatto per l’Unione bancaria europea

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di Luca Spoldi 20 Marzo 2014 | 13:57
Il fondo salva banche sarà pienamente operativo dal 2023, ma già a inizio 2018 avrà il 70% dei fondi. Due tipi di interventi per l’Autorità di risoluzione: la soglia è di 5 miliardi

ACCORDO FATTO SULL’UNIONE BANCARIA – Importante passo in avanti per l’unione bancaria europea: Parlamento Ue e stati membri dell’unione hanno raggiunto stamattina un accordo politico dopo una notte di negoziati sul Fondo unico di soluzione delle crisi bancarie, destinato ad essere pienamente operativo entro otto anni a partire dal primo gennaio prossimo ma a fronte del versamento del 70% delle risorse comuni (55 miliardi di euro in tutto, girati dai singoli fondi nazionali finanziati dalle banche) già entro fine 2017. E’ stato poi deciso che le banche in forti difficoltà debbano risolvere i problemi “entro una settimana”.

DUE LIVELLI DI INTERVENTO – Quanto all’Autorità unica di risoluzione per le crisi bancarie, ferma restando la presenza di due organismi decisionali (un comitato esecutivo composto da un direttore e quattro membri permanenti e una “sessione plenaria” in cui saranno presenti i rappresentanti di ogni autorità di risoluzione nazionale dei singoli paesi partecipanti all’unione bancaria), si è deciso che il comitato esecutivo sarà responsabile per le decisione dei casi “normali” (ossi quelli che prevedono prestiti e interventi entro i 5 miliardi di euro), mentre la sessione plenaria valuterà, su richiesta, le soluzioni da adottare per problemi di liquidità superiori ai 5 miliardi. Il Parlamento Ue continuerà inoltre a esercitare un’azione di controllo sull’attuazione degli accordi e sulla creazione del meccanismo di risoluzione.

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