Il canyoner 38enne si assicura sul caso morte ma punta anche sulla LTC

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Avatar di Redazione 12 Maggio 2014 | 08:03
Un lettore scrive di aver sempre trascurato la protezione del suo capitale umano. E chiede consiglio per…

LA LETTERA – Nonostante la mia laurea in economia politica, master in investimenti finanziari e esperienza di lavoro in banca di 5 anni, attualmente ho preferito essere  dipendente nell’azienda di famiglia (settore commercio, 5 dipendenti)  di cui probabilmente diventerò amministratore nei prossimi anni. Situazione familiare: 38 anni sposato con un figlio di 2 anni; reddito netto mensile 1.500 euro (+800 di mia moglie), casa di proprietà più un altro immobile affittato a 500 euro mensili, riscatto di laurea in corso, iscritto a un fondo pensione individuale, piccoli investimenti in ETF (20.000 ripartiti tra az. Europa e obblig. Paesi emergenti). Capacità di risparmio 400/500 euro mensili.

Leggendo accuratamente le sue rubriche mi sono reso conto che ho sempre trascurato la protezione del mio capitale umano. Attualmente ho solo una polizza specifica caso morte che rinnovo di anno in anno che mi copre anche nelle occasioni in cui pratico il mio sport estremo preferito (canyoning).Volendo ora scegliere una polizza LTC vorrei chiederle dei criteri guida che mi aiutino a fare tale scelta. Nella decisione del fondo pensione è stata molto utile la classifica che il Sole 24 Ore in collaborazione con Consultique periodicamente pubblicava, unita alle mie conoscenze di base; ora mi trovo un po’ in difficoltà sugli elementi da valutare nella scelta e su dove reperire informazioni da fonti  indipendenti che non siano i contratti/prospetti informativi delle singole società assicurative.

Mauro T.

LA RISPOSTA
– Intuisco che lei abbia una sensibilità alla protezione dai rischi nettamente superiore alla media, circostanza che non è in contraddizione con la sua pratica di canyoning. Gli individui ragionano (e agiscono) per “cassetti mentali”: possono prendere rischi di vario tipo (sperabilmente calcolati) e assicurarsi allo stesso tempo per ridurre le conseguenze che possono comportare gli eventi negativi connessi a quegli stessi rischi.

Per leggere l’articolo completo di Marco Liera, cliccare qui.

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