Ha mezzo milione di euro in depositi, il resto in case. Ma non gli bastano (le case)

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Avatar di Redazione 2 Giugno 2014 | 11:00
Un pensionato di 65 anni con un figlio a carico sta valutando l’acquisto di un piccolo appartamento di nuova costruzione, da mettere a rendita…

LA LETTERA – Sono un pensionato di 65 anni, un figlio a carico e vivo in appartamento di mia proprietà del valore di 180mila euro. Il mio stile di vita è particolarmente sobrio e controllato nei consumi e ciò mi consente, nonostante le limitate entrate mensili, di poter risparmiare annualmente circa 15mila euro. Godo inoltre di una rendita commerciale da canoni di affitto pari ad un rendimento del 3,2% annuo. Oltre ad una piccola riserva di liquidità bancaria, dispongo inoltre dei seguenti risparmi:

– Libretto deposito prestito sociale: 70mila euro rendimento medio 2,0%

– Azioni bancarie ordinarie: 30mila euro, rendimento medio 0%

– Conti depositi vincolato a 12 0 24 mesi: 500mila euro, rendimento medio 2,0%.

Avendo disponibile una somma a breve scadenza stavo valutando l’acquisto di un piccolo appartamento di nuova costruzione, da mettere a rendita, del valore di circa 120mila euro. Sono quindi a chiedervi un cortese parere sulla mia asset allocation e, in particolare cosa ne pensate dell’eventuale investimento immobiliare in questo momento di tassi bassi sui risparmi ma buone possibilità di fare affari nel mercato immobiliare.

Lettera firmata

 
RISPOSTA – Non è del tutto illogica la ripartizione dei suoi risparmi, ma per motivi diversi da quelli che lei crede. Probabilmente lei ritiene che tutti i suoi risparmi siano investiti con il minimo rischio. Nella realtà, potrebbe essere così esclusivamente per il mezzo milione di euro piazzato nel conto di deposito (ma bisognerebbe anche sapere di quale banca…). Sul libretto di deposito sociale non sono in grado di fare alcuna valutazione, neppure vaga, di solvibilità. Se la controparte è una cooperativa o comunque una organizzazione che non è soggetta a requisiti di solidità e di professionalità come quelli previsti per gli intermediari finanziari, è chiaro che la sua eventuale percezione di “sicurezza” potrebbe essere fortemente distorta.

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