Wall Street indietreggia, le borse europee scendono

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 28 Luglio 2017 | 16:06

WALL STREET TIRA IL FIATO – Wall Street ha il fiato corto oggi e gli indici dopo una lunga corsa sembrano intenzionati a ritracciare nell’ultima seduta della settimana, complice l’ennesimo schiaffo preso dall’Amministrazione Trump al Congresso (col rigetto, al termine di una maratona notturna al Senato, del quindicesimo tentativo di riformare l’Obamacare), numeri trimestrali deludenti per Amazon che portano a nuove vendite sui titoli high-tech e i numeri del Pil Usa che se da un lato confermano la riaccelerazione in corso (+2,6% annualizzato il risultato del secondo semestre secondo la stima “avanzata”) dall’altro mostrano un dato più tiepido del previsto per i primi tre mesi dell’anno (+1,2% il dato annualizzato rivisto).

MALE ANCHE LE BORSE EUROPEE – Se Wall Street tira il fiato, col Dow Jones a -0,15%, l’S&P500 a -0,19% e il Nasdaq a -0,45%, comunque ancora molto vicini ai freschi massimi storici, le borse europee reagiscono anche peggio. Londra cede lo 0,46%, Parigi cade dell’1,16%, Francoforte è in rosso dello 0,26%, mentre Madrid segna -0,66% e a Milano l’indice Ftse Mib arretra dello 0,85%. A preoccupare i mercati europei più che le trimestrali o i dati macro è oggi l’euro, che sale sui massimi da gennaio 2015 contro dollaro portandosi a quota 1,1728 dopo un picco visto stamane di 1,1746.

PESA IL CALO DEL DOLLARO – Da inizio anno, quando l’euro/dollaro oscillava a quota 1,04, la valuta unica europea ha già recuperato un 12%, per le crescenti aspettative di una interruzione, entro fine anno, del programma di quantitative easing della Banca centrale europea. A questo si sono sommate negli ultimi giorni i toni più moderati della Federal Reserve che hanno indotto molti investitori a ritenere che se dall’autunno prenderà il via il programma di graduale riduzione dell’attivo di bilancio (ormai giunto a 4.500 miliardi di dollari dopo tre programmi di quantitative easing nell’ultimo decennio), la banca centrale americana non alzerà per quest’anno i tassi se non, eventualmente, un’ultima volta in dicembre.

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