Giuliani (Azimut): C’è del business fuori dall’Italia

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di Andrea Giacobino 11 Giugno 2014 | 09:22
Il numero uno di Azimut ha rivelato: Giuliani: quest’anno arriveremo vicini ai 27 miliardi di patrimonio e ai 3 miliardi di raccolta.

UNA CORSA OLTRECONFINE – Mentre si aprono i Mondiali di calcio in Brasile, proprio nel grande paese sudamericano si rafforza la presenza di Azimut Holding, la società quota presieduta e fondata da Pietro Giuliani. Ma quella di Azimut all’estero è una corsa partita da lontano, che ha fatto tappa prima nella lontana Cina e poi in Turchia. Ovunque Giuliani ha stretto alleanze con operatori finanziari qualificati locali e ha iniziato ad esportare un modello di business vincente, premiato in borsa con un balzo di quasi il 40% fatto registrare dal titolo Azimut nell’ultimo anno. Di questo e di molto altro parliamo con “capitan Giuliani”.

Come, dove e perché Azimut è sbarcata all’estero?
Azimut per propria natura è una realtà destinata a crescere e per farlo non poteva che valicare i confini nazionali. Per questo abbiamo intrapreso qualche anno fa un percorso di espansione all’estero con l’obiettivo di esportare, attraverso partnership locali, il nostro modello basato sull’integrazione tra produzione e distribuzione. Oggi operiamo in 11 paesi, in particolare in quelli a più alto tasso di crescita, coprendo così le tre macroaree mondiali con gestori del gruppo che seguono i mercati internazionali in tempo reale durante tutte le 24 ore del giorno.

Puoi spiegarci meglio questa crescita e questa presenza fuori dall’Italia?
La prima area include Europa, Africa e Medio Oriente ed è seguita dalle nostre strutture in Italia, Lussemburgo, Svizzera, Irlanda e Turchia. La seconda area copre il continente americano con un focus sul centro e sud America attraverso le joint venture siglate in Brasile. La terza fascia oraria, quella relativa all’Asia e l’Australia, è presidiata dalle nostre strutture di Hong Kong e Shanghai e dalle partnership avviate l’anno scorso a Singapore e Taiwan.

C’è da dire che certi tuoi competitors hanno sorriso quando hai annunciato di voler far business oltre i confini nazionali…
Ricordo lo scetticismo quando abbiamo iniziato a parlare di Azimut come una multinazionale italiana del risparmio gestito ma con tenacia e determinazione stiamo portando avanti un progetto che garantirà al gruppo un futuro lungo e, credo, prosperoso. Non si tratta però di un percorso facile, anzi, serve coraggio, impegno e consapevolezza che i risultati non sono immediati. Credo siano le ragioni per le quali nessuno del settore in questo disegno ci ha ancora imitato. Siamo orgogliosi di essere italiani che ampliano il loro raggio di azione nel mondo.

Azimut Libera Impresa è, a mio parere, una delle più innovative diversificazioni da te effettuate. Puoi farci un bilancio dei primi mesi?
Libera Impresa è un’iniziativa a lungo termine su cui ci stiamo concentrando per rispondere a quello che oggi chiedono gli imprenditori e per diventare il loro punto di riferimento, disintermediando il tradizionale canale bancario. Con i sei progetti di Libera Impresa (destinati ad aumentare) cerchiamo di coprire le esigenze delle imprese da quando nascono e sono start up a quando diventano società preparate alla quotazione in Borsa.

L’intervista completa a Pietro Giuliani sul numero di BLUERATING di luglio, in edicola in questi giorni.

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