Promotori, ancora scontro su Enasarco

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di Andrea Giacobino 18 Giugno 2014 | 10:00
Maurizio Bufi, presidente di Anasf, a BLUERATING: “agire subito azzerando l’ente”. E critica Federpromm per il suo recente intervento.

DIBATTITO SU ENASARCO – Dopo la presa di posizione di Anasf, Federagenti e Fiaip che hanno chiesto il commissariamento di Enasarco (vedi qui la notizia) e l’intervento di Federpromm per bocca del suo segretario generale Manlio Marucci che ha criticato la posizione Anasf (qui la notizia), ora Maurizio Bufi, presidente dell’associazione nazionale dei promotori finanziari, scrive al direttore di BLUERATING, Andrea Giacobino.

Gentile direttore,
ho letto il suo articolo di lunedì scorso, intitolato “Promotori, scontro su Enasarco”, in cui vengono riportati alcuni commenti di Federpromm, sulla questione Enasarco, per voce del suo segretario Manlio Marucci, peraltro anticipate a molti colleghi attraverso una comunicazione via mail delle scorse settimane.
Le confesso che sono rimasto assai perplesso dalla posizione assunta da quella associazione in merito alla nostra richiesta di commissariamento di Enasarco. Sembrerebbe quasi una difesa d’ufficio dell’ente, di cui non si avverte il ben che minimo bisogno.
Desidero, però, fare alcune precisazioni rispetto ad alcune osservazioni avanzate dalla stessa Federpromm. Intanto, Anasf ha adottato non solo comportamenti del tutto coerenti con la propria storia associativa (basti pensare all’accoglienza positiva che riservammo alla precedente fase di commissariamento del 2006, foriera di aspettative poi risultate deluse), ma ha inteso presentare la richiesta in questione, come una vera e propria messa in mora dell’operato di Enasarco, denunciando una gestione deficitaria, se non fallimentare, sotto il profilo economico e finanziario, nonché dal punto di vista della negazione dei più elementari criteri di equità e giustizia contributiva.
Senza parlare dei comportamenti della dirigenza, emersi in tutta la loro gravità con una rappresentazione dei ruoli apicali svilente, offensiva delle best practices che dovrebbero adottarsi in tali contesti, nonché preoccupante per la carenza di responsabilità, accompagnata da evidenti rischi di natura reputazionale e di credibilità istituzionale.
Poi, i media non hanno fatto altro che confermare e sostenere con evidenze cristalline, quanto la nostra denuncia fosse necessaria, visto l’ulteriore quadro emerso dall’attività informativa svolta da una nota trasmissione televisiva di approfondimento, ma non solo.
Aggiungo che se si intende scambiare, strumentalmente, quello che era un tentativo convinto di Anasf di aprire un dialogo con Enasarco, naufragato in questi ultimi tre anni per precise responsabilità della dirigenza dello stesso ente, con un approccio non coerente da parte della nostra associazione, vuol dire non conoscere come stanno le cose.
Quindi, per conto di chi parla Federpromm? Chi e quanti operatori rappresenta? Qual è e quale è stata la sua posizione nel denunciare un quadro di riferimento così deteriorato come quello dell’ente previdenziale?
Aggiungo, che senso ha richiamare i servizi e le tutele nei confronti degli iscritti ad Enasarco, che pure ci sono, quando ciò che abbiamo di fronte ha bisogno, oramai, solo di azioni forti, determinate e simboliche?
Non sarò certo io a negare la bontà delle buone relazioni istituzionali e della capacità di mediazione, quando possibile, ma in questa fattispecie gli spazi ed i margini di un eventuale confronto si sono via via annullati.
Dobbiamo agire: commissariare ed azzerare la testa dell’ente e da lì ricominciare. Certo che ci sono le responsabilità, soprattutto della classe politica, del tutto trasversali, come pure degli organi di controllo, ma dopo tanti anni, occorre avere la consapevolezza ed il coraggio di procedere nella direzione giusta, quella che i nostri associati ci chiedono e che non intendono rinviare. Tuttavia, sono confidente che – con l’appoggio dei migliori rappresentati della politica – non mancheranno di manifestarsi importanti passi avanti in questa battaglia.
Maurizio Bufi, presidente Anasf

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