Commerzbank in crisi, ora ci si mette anche la Ue

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Mentre il mercato aspetta di vedere a quanto ammonterà la sanzione che le autorità Usa potrebbero comminare a Commerzbank, la Commissione Ue esorta Berlino a uscire dal capitale

Luca Spoldi di Luca Spoldi10 luglio 2014 | 12:45

ANCORA UNA GIORNATA STORTA PER COMMERZBANK – Non è decisamente un periodo fortunato per Commerzbank, seconda maggiore banca tedesca da tempo in crisi. Mentre tornano a circolare indiscrezioni circa una possibile maxi-multa in arrivo dagli Usa per avere effettuato transazioni in dollari con paesi sottoposti a sanzioni come l’Iran (l’agenzia Reuters stamane parla di 600-800 milioni di dollari, cifra superiore ai 500 milioni di cui si era parlato sino a un paio di giorni fa), la Commissione Ue  ha esortato il governo tedesco a cedere la quota del 17% che ancora possiede, perché “fin quando lo Stato è un così importante azionista, ci può essere il sospetto che la banca goda di privilegi e favoritismi rispetto ai concorrenti”.

OLTRE AGLI USA PESANO PAROLE COMMISSIONE UE – Berlino era intervenuta per salvare l’istituto nel 2009 rilevando il 25% del capitale in cambio di 18,2 miliardi di aiuti pubblici. Il problema per Angela Merkel è che per evitare perdite sull’investimento la quota in mano al governo tedesco dovrebbe essere ceduta a non meno di 25 euro per azione. Cosa alquanto improbabile da fare, almeno a breve, dato che l’istituto, il cui titolo perde circa il 7% da inizio anno, tratta sotto gli 11 euro per azione, avendo anzi toccato un paio di giorni or sono il minimo degli ultimi 12 mesi a 10,84 euro proprio al diffondersi delle voci circa una possibile pesante sanzione da parte delle autorità statunitensi.


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