Ferrero (Bnp Paribas RE): il ritorno dell’investitore

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di Elisa Zeri 18 Luglio 2014 | 07:59
Cesare Ferrero, country manager di Bnp Paribas Real Estate in Italia, commenta l’andamento del mercato e parla dei progetti della società.

LE PROSPETTIVE DEL MERCATO – Immobiliare, dove vai? A parlare di andamento del settore e progetti è Cesare Ferrero (nella foto), country manager di Bnp Paribas Real Estate in Italia.

Gli italiani sembrano essersi disaffezionati agli investimenti immobiliari.
Io non percepisco una disaffezione da parte dei privati. La cultura individuale italiana è di cercare sempre un investimento rifugio che dia tranquillità nei periodi di difficoltà e di boom economico. Tanto che da noi si è assistito al rallentamento di sfratti ed esecuzioni e all’allungamento dei mutui. Certo la sostenibilità è venuta meno, la capacità di acquistare un’abitazione è diminuita. È infatti cresciuto il rapporto reddito medio su prezzo di acquisto della casa. Oggi il mercato è fatto dai compratori e non dai venditori. Mi aspetto che ritorni un mercato interessante come numero di scambi nelle principali città. Quanto agli istituzionali, che si rivolgono al reparto commerciale, in effetti da molti mesi è evidente che gli stranieri hanno riaperto i dossier sull’Italia. Un’effervescenza che viene dalle previsioni di crescita del nostro sistema economico, dalla grande disponibilità di denaro in cerca di un rendimento che non si trova più sui titoli di debito. Poi, il mercato italiano offre opportunità immobiliari anche perché dopo anni in cui i prezzi sono rimasti contenuti si intravedono investimenti di tipo speculativo.

Avete avviato diversi progetti a Roma. Come stanno procedendo?
Roma Tiburtina è il nuovo quartier generale di Bnl: 3.600 persone, 250 milioni di euro. Lanciare 70mila metri quadri in questi anni è stata un’operazione molto rilevante. Certo, un grande impegno finanziario e allo stesso tempo una grande scommessa sul Paese e sul mercato. Poi abbiamo fatto un progetto residenziale importante: abbiamo liberato alcuni edifici del gruppo e avviato la loro riconversione. Domus Aventino è in piazza Albania. Oltre 150 unità sono passate da uffici a residenziale, 20mila metri quadri all’Aventino, un valore intorno ai 150 milioni di euro.

Quali sono invece i vostri progetti su Milano?
La strategia è la stessa. Abbiamo consolidato la posizione anche sul fronte dei fondi immobiliari e completato in via Legioni Romane il complesso residenziale Dalia: a oggi abbiamo venduto il 93% dei 104 appartamenti. A tre mesi dalla consegna abbiamo un invenduto del 7%. Ora abbiamo in programma un’altra operazione residenziale in zona Fiera, 10mila metri quadri, 100 unità abitative, per la quale stiamo completando l’iter urbanistico. Infine, stiamo studiando la possibilità di realizzare una sede di gruppo unica. Ora a Milano sono 13. Vorremmo verificare la possibilità di replicare l’esperienza di Roma anche a Milano.

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