Si riaccende l’interesse attorno a Unicredit

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di Luca Spoldi 18 Settembre 2014 | 12:32
L’attenzione degli operatori torna a focalizzarsi su Unicredit complici le attese per gli esiti della prima Tltro della Bce e le voci di una prossima intesa per potenziare Pioneer

UNICREDIT SALE IN ATTESA DI NOVITA’ – L’attesa per l’esito della prima Tltro della Bce ma anche la possibile accelerazione nella ricerca di un partner per Pioneer Investments sostengono stamane le quotazioni di Unicredit a Piazza Affari. Se per quanto riguarda l’asta di liquidità “condizionata” a lungo termine (quattro anni) a basso costo (lo 0,25% annuo) che la Bce annuncerà entro la giornata le attese sono per un massimo di 14-15 miliardi di euro all’istituto guidato da Federico Ghizoni, per quanto riguarda il destino di Pioneer sembra esclusa la cessione di una quota di maggioranza, avendo lo stesso Ghizzoni ribadito più volte la strategicità dell’asset per il gruppo.

GHIZZONI VUOLE SVILUPPARE PIONEER, NON SVENDERLO – Indiscrezioni rilanciate ancora in questi giorni dall’agenzia Reuters segnalano tuttavia il deciso interesse del fondo di private equity Cvc (in cordata col fondo sovrano di Singapore, Gic) e del Banco Santander, oltre che di Advent Capital Management, per riuscire a trovare un accordo che consenta l’ingresso con una quota importante nel capitale della società di asset management. Unicredit potrebbe così scendere dal 100% al 60%-51% nel caso di una valutazione congrua (si era parlato di almeno 2 miliardi per il 100% della società, ma la cifra potrebbe essere superata) e a patto di trovare un partner in grado di sviluppare ulteriormente il business. Un aspetto che secondo alcuni analisti potrebbe avvantaggiare la banca spagnola rispetto alle proposte maggiormente “finanziarie” dei fondi.

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