La Scozia respinge l’indipendenza, borse in festa

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di Luca Spoldi 19 Settembre 2014 | 07:50
Si temeva che un’eventuale indipendenza scozzese aprisse la porta a nuove richieste da parte di regioni come la Catalonia. Borse in festa, ma per Cameron il difficile viene ora

I “NO” ALL’INDIPENDENZA VINCONO COL 55%– Il fronte dei “no” ha vinto (col 55% delle preferenze) e la Scozia non si separerà dal resto della Gran Bretagna. Le borse tirano un sospiro di sollievo con Londra che guadagna lo 0,66% dopo i primi scambi, Parigi a +0,57%, Francoforte che sale dello 0,56%, mentre Milano oscilla a +0,54% e Madrid a +1,40% (a conferma che il timore di molti era che anche la Catalonia potesse usare l’eventuale vittoria dei “sì” scozzesi per provare a riaffermare la propria istanza di indipendenza da Madrid).

PER CAMERON IL LAVORO INIZIA ORA – Nella notte anche Tokyo ha recuperato terreno, chiudendo la settimana a 16.321,17 yen (+1,58%), con pure Hong Kong (+0,88%)  e Shanghai (+0,69%) in ulteriore allungo anche grazie alle recenti  misure a sostegno della crescita varate dalla Banca del popolo della Cina. Se il clima è più disteso sui listini, politicamente le cose non sembrano mutare di molto per il premier inglese David Cameron che dovrà ora concedere più autonomia alla Scozia, ma inevitabilmente anche al Galles e all’Irlanda del Nord oltre che alla stessa Inghilterra. Un’istanza federalista che potrebbe incontrare l’opposizione del partito Laburista il cui apporto è invece necessario per ogni futuro mutamento dell’assetto costituzionale britannico.

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