Lisbona non è (ancora) Dublino

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di Luca Spoldi 19 Settembre 2014 | 11:18
Se Dublino ha ottenuto il 13 settembre il via libera al rimborso degli aiuti Fmi ottenuti nel 2010 ad un tasso ormai oneroso, Lisbona vuole attendere prima di decidere che fare

LISBONA NON E’ DUBLINO – Il Portogallo non è l’Irlanda: se Dublino ha da poco annunciato di voler rimborsare anticipatamente gli aiuti ricevuti dal Fondo monetario internazionale (Fmi), Lisbona ha fatto sapere di voler attendere tassi d’interesse più bassi sul proprio debito pubblico prima di prendere ogni decisione in merito. Il Portogallo ha ricevuto un pacchetto di aiuti  da 76,4 miliardi di dollari  dalla Ue e dal Fondo monetario internazionale, ad un tasso medio del 2,8%.

ALL’IRLANDA RIMBORSARE L’FMI CONVIENE – I soli 26,5 miliardi prestati dall’Fmi dovrebbero tuttavia “costare” in termini di tassi d’interesse circa il 3,4% annuo a fronte di una vita media residua di 7,25 anni, poco più del 3,2% che il Portogallo paga attualmente sui propri decennali quotati (mentre sul bond a 5 anni il rendimento di mercato è attualmente pari all’1,77%). Il 13 settembre i ministri delle Finanze della Ue avevano raggiunto un accordo per consentire all’Irlanda il rimborso anticipato di 22,5 miliardi all’Fmi sui quali Dublino pagava un tasso effettivo alla fine dello scorso marzo pari al 4,99%, vale a dire quasi due punti in più del costo dei fondi forniti dalla stessa Ue e oltre tre punti più caro dell’1,8% a cui è ormai calato il tasso di mercato del decennale guida irlandese.

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