Il Giappone va verso elezioni anticipate

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 18 Novembre 2014 | 10:39
Shinzo Abe rompe gli indugi e annuncia lo scioglimento delle Camere il prossimo 21 novembre. Deciso anche lo stop all’ulteriore aumento dell’Iva dall’8% al 10%.

ABE SCIOGLIE LE CAMERE – È ufficiale: il premier giapponese Shinzo Abe rassegnerà le dimissioni, provocando lo scioglimento del Parlamento e la chiamata a nuove elezioni anticipate, il 21 novembre prossimo. Abe, la cui “scommessa” sul rilancio della crescita economica finora non è riuscita (il Giappone è anzi in recessione tecnica dopo aver chiuso il terzo trimestre con un Pil in calo dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti, ovvero dell’1,6% su base annualizzata) complice l’innalzamento dell’Iva, lo scorso aprile, dal 5% all’8%, ha anche deciso di rinviare l’ulteriore innalzamento dell’Iva (dall’8% al 10%) e una legge per cercare di rivitalizzare l’economia su base regionale.

POCHI MARGINI PER NUOVI STIMOLI – I margini di manovra di Abe appaiono comunque limitati: il budget supplementare dovrebbe oscillare tra i 3.000 e i 4.500 miliardi di yen (dai 20 ai 30 miliardi di euro circa), anche perché mentre le promesse riforme strutturali restano al palo il debito pubblico ha ormai superato il 200% del Pil e la Bank of Japan ha già varato ulteriori misure a sostegno della crescita a fine ottobre e difficilmente potrà dare un’ulteriore mano. Le elezioni sono ora attese tra la metà di dicembre e l’inizio del 2015.

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