Riflettori puntati su Draghi

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di Luca Spoldi 4 Dicembre 2014 | 10:09
Dalle nuove stime macro Bce al possibile via all’acquisto di covered bond, dalla Tltro in arrivo al nuovo calendario degli incontri. Sono tanti i motivi per seguire oggi Mario Draghi

SILENZIO, PARLA DRAGHI – Occhi puntati su Francoforte, dove alle 14.30 Mario Draghi terrà l’ultima conferenza stampa di quest’anno dopo l’annuncio della decisione ufficiale sui tassi da parte della Bce alle 13.45. Mentre non si attendono mosse sui tassi né annunci ufficiali in merito al lancio di un possibile “quantitative easing”, Draghi potrebbe comunque fornire alcune indicazioni interessanti ai mercati.

NON CI SARANNO NOVITA’ SU TASSI E QE – Anzitutto è prevedibile che verrà confermata, nonostante sembri crescere la fronda in seno al board Bce capeggiata dai membri tedeschi e contraria a nuove misure straordinarie, la disponibilità a fare “tutto quanto sarà necessario” per sventare il pericolo, sempre presente, che la crescita dei prezzi resti a lungo lontana dalla soglia del 2% annuo. Poi non si esclude l’annuncio della partenza del programma di acquisto di covered bond da 200 miliardi di euro destinato ad affiancare l’analoga misura già avviata sugli Abs (titoli di credito cartolarizzati) per cercare di riavvicinare l’attivo di bilancio Bce, attualmente attorno ai 2 mila miliardi di euro, ai livelli di fine 2012 (poco più di 3 mila miliardi).

MOLTE NOVITA’ IN ARRIVO – Da non dimenticare poi che l’11 dicembre è attesa la seconda (e per il momento ultima) Tltro, che dovrà dissipare i dubbi sorti circa l’efficacia di questo strumento come stimolo alla crescita dopo il sostanziale “flop” della prima Tltro, quella di settembre, che vide distribuiti appena 82,6 miliardi di euro (per questa seconda operazione le attese di mercato parlano di 170 miliardi di nuovi prestiti). La Bce aggiornerà inoltre le sue stime sullo scenario macroeconomico dell’eurozona e, ultimo ma non meno importante dettaglio, da gennaio adotterà un nuovo calendario che vedrà le riunioni del board ogni 6 settimane (sull’esempio della Federal Reserve) e non ogni 4 come sinora, nel tentativo di dare segnali più stabili al mercato. Motivi d’interesse, insomma, non dovrebbero mancare anche se non ci fossero annunci clamorosi.

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