Giappone, la crisi è più seria del previsto

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 8 Dicembre 2014 | 11:33
Il Pil nel terzo trimestre del 2014 è sceso dell’1,9% annualizzato e non dell’1,6% come sembrava inizialmente. Ma per ora l’indice Nikkei225 della borsa di Tokyo non reagisce

FRENATA PIU’ FORTE DEL PREVISTO – Mentre si avvicinano le elezioni anticipate “chiamate” dal premier Shinzo Abe nel tentativo di rafforzare il suo mandato e ridare impulso alle riforme finora più volte promesse (ma poche volte mantenute) dalla “Abenomics”, la recessione giapponese si scopre essere più seria di quanto inizialmente previsto. Tra luglio e settembre il Pil giapponese è infatti calato dell’1,9% e non dell’1,6% su base annualizzata, come indicava la stima precedente.

IL NIKKEI225 PER ORA NON REAGISCE – A danneggiare la terza economia mondiale dietro a Cina e Stati Uniti è questa volta una frenata delle scorte e investimenti, dopo che nel trimestre precedente era già caduta la spesa per consumi a seguito di un primo rialzo dell’Iva (il cui secondo rialzo è stato per ora rinviato da Abe). Il dato ha sorpreso gli economisti, anche se non sembra per ora aver impressionato la borsa, tanto che a Tokyo stamane l’indice Nikkei225 ha chiuso la seduta appena sopra il livello di venerdì a 17.935 yen (+0,08%).

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