Tonfo di Piazza Affari: pesano petrolio, crisi greca e deflazione

A
A
A
di Luca Spoldi 5 Gennaio 2015 | 17:33
Eni, Enel e Saipem in caduta assieme a banche come Unicredit, Intesa Sanpaolo e Ubi Banca. Tengono solo Luxottica, Mps e Banca Carige, queste ultime in attesa di novità sul fronte “risiko”

MILANO CROLLA NEL POMERIGGIO – Il crollo del petrolio, di nuovo poco sopra i 50 dollari al barile, l’aumentato rischio di deflazione dopo che anche in Germania i prezzi hanno smesso di crescere in dicembre, e le incognite legate all’esito delle elezioni politiche di fine mese in Grecia (e al connesso rischio di uscita di Atene dall’euro) condizionano pesantemente i mercati, con Piazza Affari che vede il Ftse Mib crollare nel pomeriggio di oltre 500 punti fino a chiudere in rosso del 4,92%, mentre il Ftse Italia All-Share chiude a -4,47% e il Ftse Italia Star limita i danni a -0,65%.

PETROLIO, ENERGIA E FINANZIARI A PICCO – Tra i peggiori si notano Eni (-8,16%), Enel (-6,14%) e Saipem (-4,78%), insieme ai titoli finanziari come Unicredit (-6,62%), Intesa Sanpaolo (-5,95%) o Ubi Banca (-5,83%), tutti titoli “sensibili” alla crisi greca, a quella dell’Est Europa e alla crisi petrolifera: tre crisi in grado di influenzare pesantemente anche il 2015 dopo aver condizionato l’andamento dei mercati finanziari e dell’economia reale nel 2014. Uniche blue chip in grado di segnare un rialzo a fine giornata sono così Luxottica (+0,99%) e Mps (+0,23%), che come Banca Carige (+4,11%) beneficia delle attese di un “risiko” bancario europeo che l’avvio dell’unione bancaria dovrebbe accelerare già nei prossimi mesi.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Petrolio, le previsioni sul prossimo meeting Opec

Ftse Mib, quota 24.000 non è una chimera. Cinque big cap sotto la lente

Eni allunga il passo in scia al petrolio. I prossimi obiettivi tecnici

NEWSLETTER
Iscriviti
X