Banca Generali: commissioni a tutto gas nel primo semestre

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di Luca Spoldi 9 Agosto 2017 | 15:36

UTILI SEMESTRALI IN CRESCITA – Neppure Banca Generali sfugge al negativo “effetto Trump” dovuto ai toni sempre più aggressivi usati dal presidente Usa nei confronti della Corea del Nord. Così nel primo pomeriggio il titolo scivola a 29,91 euro per azione (-1,93%), nonostante una semestrale chiusa con un utile netto in salita del 16% su base annua a 108 milioni.

CORRONO LE COMMISSIONI NETTE – Un risultato reso possibile in particolare dall’incremento delle commissioni nette (+50% a 229 milioni), dalla crescita della raccolta netta e dal contenimento dei costi, saliti in misura meno che proporzionale rispetto ai ricavi (+4% contro il +33,8% del margine di intermediazione e il +6,8% del solo margine d’interessi). In particolare la banca guidata da Gian Maria Mossa ha registrato un incremento delle commissioni ricorrenti del 18% a 280 milioni, grazie sia all’incremento delle masse sia al migliore mix di prodotti, con un maggior peso delle soluzioni gestite.

SULLE RETTIFICHE PESA IL BOND ALIALIA 2020 – In allungo anche le performance fee che sono salite a 74 milioni, dopo essere state praticamente nulle nel primo semestre 2016. Positiva anche la dinamica delle altre commissioni di ingresso, bancarie e da trading (+33% a 29 milioni). Sulle rettifiche su crediti, salite a 3,2 milioni (il doppio rispetto agli 1,6 milioni del primo semestre 2016) pesano 2,5 milioni per la svalutazione, pari al 93%, del bond corporate “Alitalia 2020”.

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