Hsbc: il debito/Pil italiano resta a rischio

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di Luca Spoldi 16 Febbraio 2015 | 12:13
Dal 2007 a oggi i tassi sul debito pubblico italiano sono calati meno della crescita nominale del Pil. Così il rapporto debito/Pil appare agli analisti di Hsbc meno sostenibile

CRESCE GAP TRA CRESCITA PIL E ONERE DEBITO – Secondo i calcoli di Hsbc, che si basa su dati della Commissione Europea, il debito italiano nonostante il calo dei rendimenti non sta diventando in alcun modo più sostenibile, anzi. A causa della caduta della crescita del Pil nominale a valori tuttora prossimi a zero, il differenziale coi tassi d’interesse effettivi medi si è ampliato dalla sostanziale parità che si era raggiunta a cavallo tra il 2006 e il 2007, prima della crisi finanziaria mondiale.

RAPPORTO DEBITO/PIL MENO SOSTENIBILE – Se all’epoca entrambi i tassi oscillavano attorno al 4% annuo, attualmente il tasso d’interesse effettivo medio è di poco inferiore a tale soglia, mentre la crescita del Pil nominale si è arrestata, dopo il crollo segnato nel 2009 e il rimbalzo registrato tra il 2010 e il 2011. Questo significa, secondo gli esperti di Hsbc, che il surplus primario di cui l’Italia ha bisogno per stabilizzare il rapporto debito/Pil sta salendo e visto che il debito è già ora pari ad oltre il 130% del Pil, con un gap del 4% come attualmente sarà necessario un surplus primario superiore al 5% del Pil solo per non far peggiorare il rapporto a fine anno. Col rischio di un avvitamento sempre più pericoloso verso il basso.

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