Se riparte il risiko bancario occhio a Bpm, Bper e Carige

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di Luca Spoldi 18 Febbraio 2015 | 12:58
Bpm pare destinata a recitare il ruolo di polo aggregante, ma prima di guardare a Carige potrebbe integrarsi con Bper.

OCCHI PUNTATI SU BPM, BPER E CARIGE – Il tema del “risiko bancario” che la prossima riforma degli istituti di credito popolare sembra destinata a favorire torna al centro delle chiacchiere tra operatori, dopo che fin dal fine settimana diversi media italiani hanno parlato di una possibile integrazione tra Bpm e Bper propedeutica a una successiva aggregazione con Banca Carige. Così proprio Bpm a metà mattinata segna +3,45% a Milano con oltre 41 milioni di azioni scambiate, mentre Bper sale del 3,6% con 4,3 milioni abbondanti di titoli scambiati e Banca Carige oscilla attorno all’1% di rialzo con circa 33 milioni di azioni passate di mano.

IPOTESI TERZO POLO – Gli stessi media, citando fonti vicine all’istituto milanese, non escludono opzioni alternative come un coinvolgimento di Banco Popolare (oggi in crescita del 3,1% con 1,7 milioni di pezzi scambiati), anche se per ora non vi sarebbe nessun contatto tra i vari istituti ma solo ipotesi di studio che già in passato erano state ventilate ma non avevano mai trovato l’approvazione da parte degli azionisti-dipendenti. Bpm-Bper avrebbe peraltro un elevato appeal industriale non presentando particolari sovrapposizioni a livello di reti territoriali o di società-prodotto, mentre il successivo coinvolgimento della banca ligure potrebbe consentire di contendere ad altri gruppi come Ubi Banca o lo stesso Banco Popolare il ruolo di terzo polo creditizio nazionale.

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