La Svizzera non tocca i tassi ma taglia le stime

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Per Thomas Jordan, presidente della Banca nazionale svizzera (Bns), il franco resta sopravvalutato e pesa sulla crescita. Quest’anno e il prossimo i prezzi al consumo caleranno

Luca Spoldi di Luca Spoldi19 marzo 2015 | 10:28

BNS NON TOCCA I TASSI, NON ESCLUDE INTERVENTI SU CAMBI – Il presidente della Banca nazionale svizzera (Bns), Thomas Jordan, si è impegnato a mantenere i tassi di interesse al minimo storico così da indebolire il franco svizzero, dopo aver ammesso che abbandonare la difesa della moneta ha aggiunto un’ulteriore sfida per la ripresa economica elvetica. Dopo che la Bns ha deciso di mantenere il tasso sui depositi a vista a -0,75% (contro attese per un ulteriore taglio dei tassi da parte della maggioranza degli analisti), Jordan ha spiegato in conferenza stampa che il franco resta sopravvalutato e si è detto pronto a intervenire nuovamente sui mercati valutari se necessario.

TAGLIATE LE STIME DI CRESCITA E INFLAZIONE – La Bns ha anche tagliato le prospettive di crescita e inflazione ed ora prevede una variazione dei prezzi al consumo pari a -1,1% per il 2015, che se confermata sarebbe il dato più debole dal 1950. I prezzi perderebbero poi un ulteriore 0,5% nel 2016 per risalire di uno 0,4% solo nel 2017. Nel frattempo l’economia dovrebbe crescere, secondo le stime del governo di Berna, dello 0,9% quest’anno, contro il 2,1% di crescita previsto ancora a fine dicembre scorso, e dell’1,8% l’anno prossimo (contro il +2,4% stimato in precedenza).


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