L’asse Grecia-Russia si rafforza sul gas

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 8 Aprile 2015 | 14:15
Putin potrebbe aver trovato cinque alleati per far decollare il progetto Turkish Stream, nonostante i veti di Bruxelles. Tra questi vi sarebbe la Grecia di Tsipras, oggi a Mosca

TURKISH STREAM TROVA 5 POTENZIALI PARTNER – Potenza della crisi europea, che apre spazi insperati al Cremlino: Ungheria, Serbia, Macedonia, ma anche Grecia e Turchia hanno infatti sottoscritto una dichiarazione in cui si dicono pronte a prendere parte al progetto di un nuovo gasdotto (per ora soprannominato “Turkish Stream”) al quale potrebbe a breve aderire anche l’Austria. Il progetto è un’alternativa al defunto South Stream, il cui progetto è stato annullato nel dicembre dello scorso anno da Mosca ufficialmente a causa delle sanzioni economiche di Stati Uniti e Unione Europea contro la Russia e le sue imprese, a seguito della crisi con l’Ucraina.

TSIPRAS APRE ALLA RUSSIA – Se il progetto dovesse effettivamente decollare, un primo tratto del nuovo gasdotto potrebbe essere pronto già entro la fine del prossimo anno. Di gas hanno parlato oggi anche Alexis Tsipras e Vladimir Putin nell’incontro avuto a Mosca tra il primo ministro greco, su cui secondo alcune indiscrezioni Berlino e Bruxelles starebbero facendo pressioni per arrivare a un rimpasto di governo che “imbarchi” i socialisti (moderati) del Pasok isolando la minoranza di sinistra di Syriza, e il presidente russo Vladimir Putin. Che l’apertura alla Russia (e in prospettiva alla Cina) sia una delle carte di Tsipras per vincere la resistenza tedesca ed europea ad una intesa su un nuovo piano di aiuti alla Grecia pare sempre più evidente.

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