Schroders Wealth Management: come investire con la voluntary disclosure

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Avatar di Redazione 16 Aprile 2015 | 12:39
Con la voluntary disclosure, gli investitori privati italiani dovranno fare scelte delicate per gestire e valorizzare i loro patrimoni. Anche considerando le mosse della Bce.

VOLUNTARY DISCLOSURE – Con l’accelerazione del cammino della normativa sulla voluntary disclosure, numerosi investitori privati italiani dovranno fare scelte delicate per la gestione e la valorizzazione dei loro patrimoni, in un contesto radicalmente mutato a seguito del quantitative easing della Banca centrale europea. “Con la voluntary disclosure, gli investimenti torneranno centrali: le risorse in entrata dovranno essere gestite e valorizzate. Sarà soprattutto importante capire se le strutture di patrimonio in essere all’estero saranno adeguate anche in Italia, sia fiscalmente sia dal punto di vista degli investimenti. Bisognerà inoltre analizzare le singoli componenti e valutare l’elemento della riservatezza post – voluntary, privilegiando gestori di capitale senza conflitti di interesse”, ha detto Ugo Formenton, head of business development di Schroders Wealth Management, in occasione del convegno “2015, la volta buona? Scenario economico, scelte di investimento e novità fiscali”.

SCELTE DI INVESTIMENTO
– Quanto alle scelte di investimento nel nuovo scenario, Mario Spreafico, responsabile investimenti di Schroders Wealth Management, ha sottolineato: “dopo un ottimo avvio d’anno per i mercati globali, le prospettive per il resto del 2015 restano positive. L’eccesso di liquidità alimenta la propensione al rischio, creando un cuscinetto per i mercati azionari. In particolare, il mercato italiano risulta ancora attraente e con ottime probabilità di recupero dello sconto rispetto agli altri principali mercati dell’eurozona. Quanto al mercato obbligazionario, è richiesto un approccio molto più selettivo. Negli ultimi cinque anni, gli investitori che avevano per la prima volta messo in discussione il credito sovrano italiano sono rimasti delusi. Naturalmente, la ritrovata fiducia ha spinto le emissioni corporate di aziende basate in Italia. Da pochi mesi, non si sente più parlare del rischio sovrano e il piano di quantitative easing della Bce ha creato un ombrello protettivo”.

COME ORIENTARSI
– “Il credito investment grade offre ormai rendimenti omogenei con i titoli di Stato, mentre l’high yield è ancora interessante, pur avendo assistito a un boom di emissioni. Imprese quotate e anche alcune non quotate di medie dimensioni si stanno effettivamente disintermediando dal sistema bancario perché è più facile trovare capitali a costo inferiore sui mercati che presso le banche. Questo crea maggior assortimento e talvolta sovraffollamento, rendendo sempre più necessario selezionare attentamente gli investimenti nel mercato del credito”, ha concluso Spreafico.

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