Ubi Banca, l’integrazione non sembra imminente

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di Luca Spoldi 27 Aprile 2015 | 12:02
Per ora Ubi Banca non intende selezionare advisor o banche d’affari, anche se ha discusso con Banca d’Italia l’ipotesi di un’aggregazione. Prima trasformazione in Spa e cambio nome

UBI BANCA, AGGREGAZIONE POSSIBILE AL 50% – Inizio settimana sofferto per Ubi Banca, dopo che nel fine settimana l’amministratore delegato Victor Massiah, parlando all’assemblea dei soci, ha confermato incontri con Banca d’Italia per discutere l’ipotesi di consolidamento, ipotesi cui lo stesso Massiah attribuisce una probabilità del 50%.

PRIMA TRASFORMAZIONE IN SPA E CAMBIO NOME – Prima di un “matrimonio” l’istituto procederà comunque a trasformarsi in Spa, cosa che dovrebbe avvenire entro l’anno. Col cambio della forma giuridica arriverà anche un cambio di nome, su cui dovrà esprimersi un’assemblea straordinaria da convocare nel corso del 2015. Non vi è comunque alcuna intenzione di dare mandati ad advisor o banche d’affari per il momento, ha concluso Massiah, secondo cui il primo trimestre non è partito male ed anzi “è un buon inizio” per lo sviluppo delle attività della banca nel 2015.

VIA LIBERA ALLA DISTRIBUZIONE DEL DIVIDENDO – Intanto l’assemblea dei soci di Ubi Banca ha dato il via libera sabato alla distribuzione di un dividendo unitario di 0,08 euro alle 900.265.380 azioni  in circolazione, per un totale di circa 72 milioni di euro.

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