La Grecia è in default, ma a Bruxelles si torna a trattare

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 1 Luglio 2015 | 07:24
L’Eurogruppo convocato ieri non ha trovato il modo di evitare il default della Grecia contro l’Fmi, ma riprenderà in giornata le trattative. Lo spazio di manovra è però esiguo

LA GRECIA SI SVEGLIA IN DEFAULT – Neppure l’Eurogruppo riconvocato via conference call d’urgenza ieri alle 19.00 ha potuto fare il miracolo: la Grecia ha mancato il rimborso degli 1,7 miliardi di dollari di aiuti del Fondo monetario internazionale (Fmi) che scadeva ieri a mezzanotte ed è da stamane ufficialmente in default contro lo stesso Fmi. Ma le trattative all’Eurogruppo riprendono oggi alle 17.30 a Bruxelles.

L’EUROGRUPPO TORNA A TRATTARE – Quello che appare certo è che se Alexis Tsipras non accetterà le richieste dei creditori internazionali, riformulate in una nuova proposta presentata dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, nessun nuovo piano di salvataggio o estensione di quello attuale (pure formalmente scaduto ieri a mezzanotte) potrà essere concessa. Ma lo stesso Tsipras ha già dichiarato pubblicamente che in caso di vittoria del “sì” al referendum di domenica che chiede ai greci se il governo debba accettare le richieste dei creditori internazionali o meno intende dimettersi. Lo spazio per trattare e trovare una soluzione appare dunque minimo, anche se nella notte sono circolate ipotesi, non confermate, delle disponibilità di Tsipras a ritirare il referendum in caso di accordo.

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