Agosto, portafoglio mio non ti conosco

A
A
A
Avatar di Redazione 14 Agosto 2015 | 10:30
Ai di “Sell in may and go away”, si consigliava di stare lontano dalla Borsa che in estate poteva riservare chissà quali trabocchetti. Oggi non è più così, ma in agosto-settembre è meglio prendere meno rischi possibile.

NIENTE PIU’ “SELL IN MAY AND GO AWAY” – Bei tempi quelli di “Sell in may and go away”. Tutto semplice, secondo l’adagio anglosassone che è diventato quasi una filastrocca per chi da anni ha praticato prima il parterre e poi i terminali della Borsa telematica. Chi aveva posizioni era invitato a vendere in maggio, perché di solito il mercato in aprile segnava un massimo importante, poi via, in vacanza o impegnati in altre attività poco importava.

MEGLIO “AGOSTO, PORTAFOGLIO MIO NON TI CONOSCO” – Bastava stare lontano dalla Borsa che in estate poteva riservare chissà quali trabocchetti. Oggi non è più così, sostengono gli appassionati di statistica finanziaria. Infatti in giugno e luglio la Borsa continua a salire e a riservare occasioni. “Basta pensare che nel luglio scorso, con la crisi greca in pieno sviluppo, la Borsa non è crollata, ha tenuto”, dice un analista tecnico. Ma in agosto-settembre, però meglio prendere meno rischi possibile. Allora se qualcuno non ha rispettato l’adagio “sell in may and go away” ed è rimasto investito in azioni fino a luglio, magari anche guadagnando ancora qualcosina, è tempo di rispettare un nuovo adagio: “Agosto, portafoglio mio non ti conosco”. A fine luglio, consiglia un gestore, meglio vendere tutto e andarsene tranquilli al mare perché agosto e settembre possono davvero riservare soprese incontrollabili.

PREDILIGERE LA VECCHIA EUROPA – Meglio stare tranquilli e rientrare sui mercati a fine settembre ma anche a metà ottobre perché le statistiche degli ultimi 30 anni dicono che il mercato sale dall’autunno all’estate e non viceversa. Già, e ottobre su cosa converrà puntare? Che diamine. Sulla vecchia, immarcescibile, Europa. È inutile andare a cercare investimenti esotici. Tra l’altro, se Mario Draghi, per sostenere i Paesi periferici, darà un colpetto di acceleratore al quantitative easing, sicuramente l’Italia ne trarrà vantaggio, ma il vantaggio maggiore sarà dei Paesi “core”, ossia della Germania. Niente di nuovo sotto il sole del Vecchio Continente.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

SoldiExpert SCF festeggia 18 anni di attività

E-commerce, il successo è tutto un quiz

Draghi, per favore, ci pensi Lei

NEWSLETTER
Iscriviti
X