L’immobiliare ha dato una mano all’economia italiana

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di Luca Spoldi 11 Settembre 2015 | 08:30
Il settore immobiliare ha visto aumentare di 2,1 punti percentuali il suo peso in rapporto al Pil italiano negli ultimi 12 mesi. Per questo Renzi prova a ridurre il prelievo fiscale

PERCHE’ RENZI TAGLIA IMU E TASI? – Perché il premier italiano Matteo Renzi ha scelto proprio Imu e Tasi, ossia le imposte sulla prima casa, per avviare una riduzione fiscale attesa da anni? A pensar male si fa peccato, ma secondo l’agenzia Bloomberg un motivo c’è: in questi ultimi sette anni contraddistinti dalla più lunga e dura recessione mai attraversata dall’economia italiana dopo la seconda guerra mondiale, il peso del settore immobiliare sul Pil è cresciuto più di qualsiasi altro.

DA IMMOBILIARE AIUTO ALLA RIPRESA – Secondo i dati Istat a fine giugno il contributo del settore immobiliare al Pil era pari al 14,2%, in crescita di 2,1 punti rispetto a 12 mesi prima. Nessun altro settore ha messo a segno variazioni comparabili col secondo miglior incremento rappresentato dal +0,7 della pubblica amministrazione (il cui peso è salito al 17,1%). Per contro il settore manifatturiero e delle costruzioni ha visto ridursi di 3,1 punti la sua incidenza, scendendo al 23,4% e tutti gli altri settori hanno mostrato variazioni molto contenute. L’immobiliare ha dunque creato silenziosamente ricchezza e questo secondo gli esperti americani potrebbe spiegare perché Renzi provi a rafforzare uno dei pochi puntelli di cui dispone al momento la ripresa del paese.

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