Rcs, aumento sì o no?

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di Luca Spoldi 11 Settembre 2015 | 11:36
Rcs in calo a Piazza Affari, in attesa che la cessione della divisione Libri sia conclusa e che le banche creditrici sciolgano il nodo di un’eventuale ulteriore tranche di aumento

RCS CONTINUA A PERDERE TERRENO IN BORSA – Giornata negativa per il titolo Rcs Mediagroup, che fa peggio degli indici generali del listino italiano cedendo attorno all’1,24% a metà seduta, sui 91,25 centesimi per azione, attorno ai minimi da metà gennaio. Il titolo prosegue così un trend di progressivo riduzione delle quotazioni mentre il mercato attende che abbia uno sviluppo concreto l’ipotesi, di cui si parla da mesi, di una cessione della divisione libri a Mondadori (stamane a sua volta in calo di circa un punto a Piazza Affari).

SI ATTENDE CESSIONE LIBRI E VERIFICA COVENANT – Con l’operazione, che secondo fonti citate dall’agenzia Reuters potrebbe concludersi entro fine mese, Rcs dovrebbe incassare sui 130 milioni di euro, dopodiché, sempre secondo le fonti citate da Reuters, la parola passerebbe alle banche creditrici (Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Unicredit, BnpParibas, Bpm e Mediobanca) che verificheranno l’andamento di conti e covenant come previsto dagli attuali accordi, che parlano di una verifica alla fine del trimestre sugli incassi da cessioni e sul rapporto debito/Ebitda. In caso di sorprese negative per Rcs scatterebbe l’obbligo a ricorrere alla seconda tranche dell’aumento di capitale per la quale il Cda ha già ottenuto una delega (per un controvalore fino a 190 milioni entro il 31 dicembre prossimo).

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