L’assemblea di Mps riporta l’attenzione del mercato sul titolo

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 15 Settembre 2015 | 14:27
L’azionariato di Mps resta frammentato in attesa di un’aggregazione che oltre ad essere richiesta dalla Bce è obiettivo condiviso dal Cda. Ma per aggregarsi bisogna essere in due

TONONI AL POSTO DI PROFUMO IN MPS – Qualche intervento polemico ma nessuna sostanziale novità stamane all’assemblea di Mps che stamane a Siena ha eletto Massimo Tononi alla presidenza, in sostituzione di Alessandro Profumo che ha lasciato la carica giusto un mese fa, come da tempo preannunciato. Tra i primi dossier di Tononi vi sarà quello della futura aggregazione della banca senese, che l’amministratore delegato Fabrizio Viola ha ribadito essere non solo richiesta dalla Bce, ma un obiettivo condiviso dal Cda sul quale la banca e i suoi advidor stanno continuando a lavorare, anche se “per aggregarsi occorre essere in due”.

AZIONARIATO FRAMMENTATO IN ATTESA DI AGGREGAZIONE – Nel frattempo l’azionariato dell’istituto, un tempo controllato col 51% da Fondazione Mps (scesa ormai all’1,49%), rimane frammentato. I principali soci risultano essere, nell’ordine: Fintech (4,5%), il ministero dell’Economia e Finanze (4%), Axa (3,17%), Btg Pactual (3,13%), People Bank of China (2%), oltre ad Alessandro Falciai, accreditato di una quota attorno all’1,9%. I piccoli azionisti, che al termine dell’aumento da 5 miliardi del 2014 pesavano il 17%, oggi dovrebbero pesare “attorno al 32%” secondo quando segnalato da Viola, che tuttavia ha precisato di non disporre ancora dei dati puntuali dopo l’aumento da 3 miliardi portato a termine lo scorso giugno.

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