Titoli editoriali sì, ma solo digitali

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di Luca Spoldi 1 Ottobre 2015 | 09:28
Il settore media è da tempo in fase di trasformazione. L’acquisizione di Business Insider da parte di Axel-Springer pare aver segnato un punto di svolta anche per gli investitori

MEDIA SI’, MA NON TRADIZIONALI – Il settore editoriale è in piena rivoluzione digitale, anche sui mercati finanziari. Dopo anni di previsioni il sorpasso del web sulla carta sembra ormai una realtà, almeno a giudicare dai multipli ai quali gli investitori si contendono i principali attori del comparto dell’editoria digitale, rispetto agli editori “tradizionali”.

RCS CADE, BANZAI RIPARTE – Così mentre Rcs, che sconta anche l’ennesimo rinvio della cessione della divisione libri alla Mondadori, cede oltre l’8% cadendo a 82,1 centesimi per azione, con una capitalizzazione di borsa che si sgonfia a 466,5 milioni di euro, Banzai guadagna terreno e torna a 4,70 euro per azione (+1%) dopo l’annunciata acquisizione di Business Insider da parte del colosso tedesco Axel-Springer ad un multiplo pari a sei volte i ricavi previsti per il 2016 (il doppio rispetto a precedenti transazioni).

UN PORTAFOGLIO DI TESTATE ONLINE – Banzai, che finora ha visto la maggior parte dei ricavi e degli utili derivare dalle attività di e-commerce, è da tempo presente anche nel settore editoriale con siti quali Soldinonline.it, Giornalettismo.it, Studenti.it, Ilpost.it, ma anche Giallozafferano.it e Pianetadonna.it.

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