Bazoli: fusione Unicredit-Intesa Sanpaolo non avrebbe senso

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 7 Ottobre 2015 | 06:00
Un matrimonio tra Unicredit e Intesa Sanpaolo eccita la fantasia della stampa italiana, ma Bazoli gela: non sta nè in cielo nè in terra, piuttosto cresceremmo in Europa

UNI-INTESA NON STA NE’ IN CIELO NE’ IN TERRA – La voce di una possibile fusione tra Unicredit e Intesa Sanpaolo, rilanciata dalla stampa italiana qualche giorno fa, “non sta né in cielo né in terra” secondo il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli. L’ottuagenario avvocato bresciano  (compirà 83 anni a dicembre), dal 1982 autentico nume tutelare dell’istituto che nel corso degli anni si è trasformato dalle ceneri del Banco Ambrosiano all’attuale Intesa Sanpaolo, ha aggiunto che la sua avventura milanese “sta per finire”.

BAZOLI: EVENTUALE CRESCITA ESTERNA IN EUROPA – Per Bazoli, peraltro, con 10-11 miliardi di euro di capitale in eccesso la banca potrebbe ambire a qualche acquisizione su scala europea, visto che potenziali prede non mancano. Allo stato, comunque, una simile operazione “non è in esame o in programma”. Per il momento dunque Intesa Sanpaolo continuerà a crescere per vie interne puntando a un ulteriore rafforzamento della redditività. Le dichiarazioni di Bazoli sembrano fare bene al titolo, che a Milano nelle fasi finali della giornata segna un rialzo attorno al punto percentuale, leggermente migliore di quello degli indici generali del listino italiano.

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