Sostenibilità, Italia 25esima in classifica

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Chiara Merico di Chiara Merico 9 Novembre 2015 | 16:34
L’Italia ha guadagnato due posizioni rispetto all’anno scorso nella classifica semestrale sulla sostenibilità per i 34 Paesi membri dell’Ocse, stilata da Degroof Petercam.

25ESIMO POSTO – L’Italia occupa ora il 25esimo posto nella classifica semestrale sulla sostenibilità per i 34 Paesi membri dell’Ocse, stilata da Degroof Petercam (nata dalla fusione tra Bank Degroof e Petercam). Il nostro Paese ha guadagnato due posizioni rispetto all’anno scorso nella classifica, che valuta la sostenibilità dei Paesi in base a cinque pilastri: trasparenza e valori democratici, ambiente, istruzione, popolazione, sistema sanitario e distribuzione della ricchezza, ed economia.

MIGLIORAMENTI  PER L’ITALIA – Il Bel Paese è quindi in una posizione lievemente migliore rispetto allo scorso anno. Nel pilastro dell’ambiente, l’Italia ha un punteggio maggiore per la biodiversità e la vulnerabilità al cambiamento climatico. Anche nel campo della trasparenza c’è un lieve progresso, relativo e assoluto, per esempio in merito alla libertà di stampa. Proprio nel pilastro della trasparenza l’Italia sale di un posto, rimanendo però al di sotto della media Ocse in vari indicatori, come quello relativo alla corruzione, alla forza delle istituzioni e alla stessa libertà di stampa. Nel complesso, il Paese mostra alcuni miglioramenti, ma in materia di istruzione/innovazione resta molto indietro, esibendo un punteggio sotto la media in tutti gli indicatori. Da qui sorgono seri dubbi sulla capacità dell’Italia di guadagnare ulteriori posizioni in futuro. Inoltre, il rischio povertà sta aumentando, con il PIL pro capite in calo. Infine, i cittadini sembrano meno soddisfatti della propria vita.

DANIMARCA IN TESTA – Grazie alla posizione di leader nell’area “trasparenza e valori democratici”, la Danimarca ha conquistato il primo posto nella classifica della sostenibilità di Degroof Petercam. Il Paese si è posizionato tra le prime tre nazioni in tutti i pilastri della sostenibilità, con l’eccezione dell’istruzione. Questo dimostra quanto l’interazione tra i pilastri sia necessaria per ottenere un impegno forte e sostenibile per il futuro. La Danimarca si distingue per la volontà di propugnare un quadro di pace e sostegno reciproco. Vantando il più basso livello di corruzione, così come un tasso di omicidi tra i più modesti, il Paese è anche impegnato nello sviluppo globale sostenibile, essendo uno degli Stati più generosi in termini di donazioni: lo 0,9% del suo PIL, infatti, è destinato agli aiuti allo sviluppo. Tra le altre cose, i danesi beneficiano delle migliori condizioni abitative e appartengono alla classe di cittadini più soddisfatti in termini di qualità della vita. Tuttavia, nel campo dell’istruzione, la Danimarca non ha ancora raggiunto l’eccellenza. Ciò è sorprendente per un Paese che mostra un impegno così elevato ed è un esempio nella riduzione della povertà e delle iniquità sociali. La sua sfida sarà affrontare le divergenze socio economiche e culturali tra studenti liceali, come illustrato dal test Pisa dell’Ocse.

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