Startup: il meglio per il comparto della “food delivery” è già alle spalle?

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di Luca Spoldi 29 Agosto 2017 | 10:48

FOOD DELIVERY AD UNA SVOLTA – Il settore della consegna a domicilio di generi alimentari, “food delivery”, piace non solo agli investitori ma anche ai colossi della “new economy” a stelle e strisce come Amazon e Uber, che paiono intenzionate a lanciare un guanto di sfida alle startup che negli ultimi anni hanno rivoluzionato il settore. Secondo una classifica stilata società di ricerche PitchBook Platform, al momento il gruppo tedesco Delivery Hero, sbarcata sul listino di Francoforte lo scorso 30 giugno dopo aver raccolto quasi un miliardo di euro in fase di collocamento e a cui fanno capo Foodora e Hungryhouse, resta il leader di settore con una valutazione di 4,5 miliardi di dollari.

L’ARRIVO DI AMAZON E UBER PREOCCUPA LE STARTUP – Alle sue spalle per ora si trova l’americana Instacart (3,4 miliardi di dollari), davanti alla britannica Just Eat (2,1 miliardi di dollari di valore), alle statunitensi Grubhug (2 miliardi) e Blue Apron (da poco sbarcata a Wall Street sulla base di una valutazione di 1,9 miliardi di dollari, molto meno dei 3 miliardi inizialmente previsti), all’olandese Takeaway.com (1,1 miliardi), alla britannica Deliveroo (1 miliardo) e alle statunitensi Postmates (751 milioni) e Doordash (717 milioni). L’acquisizione di Whole Foods (finora legata da accordi commerciali con Instacart) da parte di Amazon e l’interesse anche di Uber per il settore hanno già iniziato a mietere vittime, con la chiusura di Take Eat Easy, Kitchit, Kitchensurfing, cui si sono aggiunte nei mesi scorsi Maple e Sprig.

I FONDI VENTURE PREMONO PER USCIRE – Dopo aver investito 5,7 miliardi di dollari dal 2015 a oggi, i fondi di venture capital (che nella prima parte dell’anno hanno investito altri 750 milioni di dollari circa) sembrano aver raffreddato il proprio entusiasmo e voler ora trarre profitto dagli investimenti fatti, uscendo il più rapidamente possibile. Non è una coincidenza che già a settembre HelloFresh (che tra i suoi investitori ha la tedesca Rocket Internet, cui fa capo anche Delivery Hero) potrebbe cercare di sbarcare sul listino sulla base di una valutazione attorno ai 2 miliardi di euro. Quello che ora in molti si chiedono è se investire in una società di food delivery si rivelerà un affare anche per chi ne acquisterà i titoli una volta quotati.

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