Le grandi banche Usa studiano alleanze per servizi di finanziamento “peer to peer”

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di Luca Spoldi 2 Dicembre 2015 | 07:29
Per non perdere quote di mercato Jp Morgan Chase e Bank of America paiono interessate a valutare collaborazioni con intermediari che offrano servizi di finanziamento “peer to peer”

JP MORGAN GUARDA AL PEER TO PEER – La tecnologia sta trasformando e sempre più trasformerà il modo di fare banca: l’ultima conferma viene dagli Stati Uniti dove Jamie Dimon, Ceo di Jp Morgan Chase, ha ammesso che la banca potrebbe annunciare nei prossimi mesi un accordo con una società di prestiti “peer to peer”. Un genere di cose “che non vogliamo o non possiamo fare, ma che qualcun altro fa e probabilmente fa bene” ha spiegato Dimon partecipando a un forum finanziario presso il Tesoro americano a Washington ieri. Per questo è probabile, ha concluso Dimon, che occorra avviare collaborazioni, un’idea, segnala l’agenzia Bloomberg nel dare la notizia, che pare condivisa da altri grandi banchieri americani.

ANCHE BANK OF AMERICA PARE INTERESSATA – Secondo Brian Moynihan, numero uno di Bank of America, le banche stanno offrendo sempre più tecnologia e servizi richiesti da aziende e famiglie per non perdere quote di mercato a favore delle startup della fintech, inclusi servizi di prestiti “peer to peer” che provano ad abbinare investitori in cerca di un extra rendimento per i propri capitali (come le banche d’affari di Wall Street o gli investitori istituzionali) con società ed individui in cerca di finanziamenti. Alcune di queste startup che propongono servizi di finanziamento “peer to peer” avranno successo, ma non tutte: “potete usare i big data, tutti gli altri dati, i dati non tradizionali”, alla fine occorre s empre “capire chi è un buon debitore e chi no” ha concluso Dimon.

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