Il rischio Saipem si trasferisce ai collocatori

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di Luca Spoldi 12 Febbraio 2016 | 15:51
Jp Morgan e Goldman Sachs, capofila del consorzio di garanzia dell’aumento Saipem, rischiano di dover sottoscrivere titoli non desiderati. Il precedente di Barclays con Ziggo

JP MORGAN E GOLDMAN SACHS SARANNO SOCI DI SAIPEM? – Azioni “non desiderate” di Saipem rischiano di finire in portafoglio a Jp Morgan e Goldman Sachs, joint global coordinator dell’aumento da 3,5 miliardi di euro conclusosi ieri con un inoptato pari al 12,2% dell’offerta. Lo sottolinea oggi la stampa internazionale, aggiungendo che una parte dei titoli potrebbero finire in portafoglio agli altri componenti del consorzio di garanzia (Banca Imi, Citigroup, Deutsche Bank, Mediobanca, UniCredit, Hsbc, Bnp Paribas e Abn Amro).

IL PRECEDENTE DI BARCLAYS CON ZIGGO – Nonostante uno sconto che in partenza era pari al 37% rispetto alle quotazioni del titolo in borsa, Saipem non è infatti riuscita a convincere il mercato dell’opportunità di partecipare all’operazione, su cui i giudizi di investitori e analisti erano del resto rimasti a dir poco freddi sin dall’inizio. Non sarebbe la prima volta che nell’ambito di un aumento di capitale quote dello stesso finiscono col rimanere in portafoglio alle banche collocatrici: nel 2013 Barclays finì col ritrovarsi in portafoglio il 14,4% di Ziggo.

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